Sono dieci le persone indagate per truffa e agiotaggio a Milano all’interno dell’inchiesta su i bagarini online e il fenomeno del secondary ticketing. Le indagini, nate dopo lo scandalo sollevato da un’inchiesta de Le Iene sul bagarinaggio on line dei biglietti dei concerti che portavano alla vendita della totalità dei biglietti in pochissimi minuti, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati 10 personalità ai vertici delle principali società italiane di organizzazione di eventi e concerti( Live Nation Italia, Di and Gi, Viagogo e Vivo) il reato di aggiotaggio – alterazione del mercato dovuta alla speculazione dei prezzi dei tagliandi – e truffa ai danni dello Stato e della Siae per un totale di circa 2 milioni di euro.

Dalla procura di Milano spiegato che il “sistema” fraudolento consisteva nel fatto che gli organizzatori dei concerti italiani, sui loro siti ufficiali, mettevano a disposizione degli utenti un numero di biglietti inferiore a quello dichiarato; i restanti venivano rivenduti online su Viagogo – sito gestito dall’omonima azienda svizzera specializzata nel mercato dei ticket di eventi live – a un prezzo maggiorato. Il guadagno per le società organizzatrici era dato “sotto forma di consulenza la retrocessione del 90% dell’incasso, mediante fatture oggettivamente false”.

Il sistema aveva portato a una truffa per 1,4 milioni di euro ai danni dello stato e di oltre 150mila euro alla SIAE; la truffa però non è strettamente economica ma anche morale verso il pubblico in quanto le società davano “false informazioni relative alla disponibilità dei biglietti, inducendo così gli utenti ad acquistarli a un prezzo estremamente più elevato”.

Live Nation Italia, una delle società principali, fa sapere in una nota che è “certa di poter dimostrare l’inconsistenza degli illeciti ipotizzati dalla pubblica accusa” mente Vivo Concerti sottolinea che già a settembre 2016 sono stati rimossi i dirigenti indagati.