Essere una fan sfegatata dei Backstreet Boys a 27 anni è qualcosa di unico. La prima volta che ho ascoltato una loro canzone avevo circa 10 anni e ricordo di aver consumato il nastro della musicassetta, a furia di riavvolgerla. Quello di 2 giorni fa è il terzo concerto dei BSB che ho visto, ma posso fermamente dire che nessuno dei precedenti è stato come quello di sabato 22 febbraio al Mediolanum Forum di Assago, ancora una volta luogo d’eccellenza per i più grandi concerti milanesi indoor.

Il concerto è iniziato alla grande alle 21.10, con l’introduzione di “The Call” e immediatamente tutti noi seduti nella zona del Parterre, nelle Poltronissime Numerate, ci siamo alzati in piedi e lo siamo stati per l’intera durata del concerto, a discapito delle file dietro. Non abbiamo resistito all’energia iniziale della canzone e abbiamo iniziato a ballare come delle matte, mentre cantavamo; è stato impossibile stare seduti anche durante le ballad e le canzoni a cappella, come durante qualche strofa di “Quit Playing Games (With My Heart)” e “I Want It That Way”, cantate soltanto con l’accompagnamento delle chitarre di Nick e Brian, delle percussioni di AJ e delle tastiere di Kevin.

Come mi sarei immaginata, gli spettatori erano per il 90% donne, dai 20 anni in su e temo che quel povero 10% composto da uomini fosse lì per accompagnare la propria ragazza, anche se – sappiate che vi ho beccato – ho visto più di un maschietto cantare a squarciagola tutte le canzoni, proprio come il mio vicino di poltrona! E’ bello vedere quanto una boyband degli anni ’90 – ormai affermatasi e credibile – il cui pubblico era composto prettamente da ragazze adolescenti, sia riuscita a raggiungere anche il cuore di qualche macho!

Uno dei momenti più significativi è stato, senza ombra di dubbio quando, durante la hit “Shape of My Heart”, l’intero Mediolanum Forum - assolutamente sold out - ha alzato un foglio con la scritta “THANK YOU” – proprio come vedrete nella splendida gallery sotto l’articolo - facendo commuovere l’intera boyband, che, a loro volta, rubando un foglio alla prima fila, l’ha alzato, indicando tutti noi! E’ stato davvero emozionante ed era come se tutti noi fossimo una cosa sola, uniti per ringraziare i nostri idoli per questi 15 anni di canzoni stupende.

Sarò di parte, ma ho trovato un Nick Carter - il più giovane del gruppo con i suoi 34 anni – una spanna superiore agli altri, sia per le doti canore, ma anche per l’entusiasmo e la gioia con cui ballava come un matto durante tutte le canzoni. Anche AJ ha offerto un’ottima performance canora, merito della sua particolarissima voce black, grazia alla quale vanta numerosi assoli e controcanti.

A mio malincuore, il concerto è finito alle 22.50 con una potentissima “Larger Than Life” accompagnata dal medesimo balletto del video e nel vedere i 5 BSB – non più giovanissimi come nel video – ballare perfettamente all’unisono, mi è sembrato che tutti questi anni non fossero mai passati, mi vedevo ancora come una bambina di 10/12 anni che cantava nella sua cameretta ascoltando i loro CD. Ogni periodo della mia vita, dai 10 anni in avanti è stato scandito da una loro canzone: le medie, le superiori e la maturità, l’università e la prima laurea ed ora, con il loro ultimo album “In a World Like This”, accompagnano i miei primi anni lavorativi. Chissà che tra qualche anno, proprio una delle loro canzoni sarà quella che canterò a mio figlio: lo spero vivamente, sarebbe come concludere un viaggio iniziato poco più che 15 anni fa.

L’unica nota stonata del concerto, a mio parere, è stato non poter ascoltare alcuni dei miei brani preferiti, la maggior parte non dei singoli estratti dai loro album, quali: “Siberia”“Love Will Keep You Up All Night”“I Need You Tonight” (cantata interamente dal mio preferito, Nick), “Don’t Wanna Lose You Now”“The Answer To Our Life” e “I Still”, singolo estratto dall’album “Never Gone” del 2005.

Dimenticavo, per vederli come non li avete mai vistiguardate il video inserito all’interno di questo articolo: i BSB nella loro versione dell’Harlem Shake.

Concludo l’articolo come hanno fatto i BackStreet Boys alla fine del concerto: “Backstreet’s Back Alright!” 

A cura di Jessica Di Giacomo