Una delle serie cinematografiche più iconiche di tutti i tempi, in grado di segnare indelebilmente la decade degli anni ’80, è divenuta oggetto di un documentario che ne esamina il culto arrivato fino ai giorni nostri: stiamo parlando di Back in Time, il film che naturalmente si occupa della trilogia di Ritorno al futuro.

Per festeggiare il 30° anniversario dell’uscita del primo film nelle sale americane sarà possibile vedere il documentario a partire dal 21 ottobre: una data che agli appassionati non sarà di certo nuova, in quanto si tratta del giorno in cui nel secondo film il protagonista Marty McFly arriva nel futuro.

Attraverso una serie di interviste Back in Time, finanziato tramite crowdfunding, si propone di mostrare in che modo è nata la trilogia di Ritorno al futuro e sopratutto quanto e come abbia inciso sulla cultura pop. Tra i tanti membri del cast, recentemente apparsi insieme in una reunion apposita, e della produzione intervistati ci sono gli irrinunciabili Michael J. Fox, Lea Thompson, Christopher Lloyd, il regista Robert Zemeckis, Steven Spielberg, lo sceneggiatore Bob Gale.

Non manca poi una vasta selezione del materiale di backstage raccolto sul set ai tempi della lavorazione dei tre film. Il film è intitolato come la canzone scritta da Huey Lewis che fa da tema alla pellicola originaria, definita da Steven Spielberg come “il più grande film sul viaggio del tempo mai realizzato, senza dubbio alcuno”.

Da tempo si parla di un possibile remake dell’intera saga, ma il regista Zemeckis si è fieramente opposto denunciando l’assurdità del rifacimento di un’opera che ancora oggi lascia stupefatti gli spettatori (per non parlare poi delle innumerevoli teorie riguardo all’effettivo svolgimento della trama): “Non può accadere finché io e Bob siamo ancora in vita. E anche allora spero che i nostri eredi possano fermare questa follia. Voglio dire, è un oltraggio. E per di più si tratta di un ottimo film. È come voler rifare Quarto potere: perché qualcuno vorrebbe provare a farlo?