In Italia ci si lamenta spesso delle fiction televisive, spesso relegate all’agiografia di santi laici e religiosi, ma qualcosa potrebbe cambiare (ed è già cambiato in realtà): dopo Gomorra, 1992 e Romanzo criminale ecco arrivare una fiction tv basata sul caso delle baby squillo dei Parioli.

Non sappiamo ancora se il taglio sarà quello moralista di tanti prodotti Rai e Mediaset, ma se non altro bisogna ammettere una certa curiosità per un argomento poco frequentato dai prodotti serial nostrani.

A dare l’annuncio del progetto è stata la Lucisano Media Group, che avrà voluto capitalizzare n del riscontro mediatico, che attraverso la casa editrice Chiarelettere ha acquisito i diritti di sfruttamento del romanzo Professione Lolita.

Il libro è stato pubblicato nel 2015 da Daniele Autieri, il giornalista di la Repubblica che grazie alla sua inchiesta del 2013 riuscì a scoperchiare il sistema di prostituzione minorile che si annidava all’interno del quartiere Parioli di Roma.

Paola Lucisano ha descritto la storia come la fotografia di una generazione disperata di “adolescenti disposte a tutto per soldi, cocaina o per il desiderio di sentirsi importanti, che per questo arrivano perfino a vendere il loro corpo a uomini senza scrupoli, ma anche e soprattutto a persone ‘perbene’ come politici, imprenditori e giudici”.

Protagonista dell’indagine è “un ruvido capitano dei carabinieri di Roma”, che avrà “il compito di sbrogliare la matassa dell’intrigo per consegnare i colpevoli alla giustizia, e provare a salvare le giovani vittime dello sfruttamento”.

Un taglio decisamente adulto, dunque, per un materiale che andrebbe maneggiato con sapienza e una certa sensibilità, per evitare facili sensazionalismi e prurigini. Per questo motivo la Lucisano Media Group parrebbe interessata a Sky come possibile interlocutore, visto il trattamento riservato ad altri romanzi come Gomorra (alla seconda stagione) e Romanzo criminale.

Nel frattempo ad aprile sono arrivate le prime condanne dei processi ai  clienti delle baby squillo: tre fra questi, nonostante abbiano sempre negato ogni coinvolgimento, hanno accettato il patteggiamento per un anno di reclusione con la condizionale. Ma gli arresti sono stati una decina e sul registro degli indagati sono finite oltre 70 persone.