Uscito ieri nelle sale cinematografiche italiane, sarebbe molto semplice definire senza troppi dubbi Babadook il film horror della stagione. Tuttavia la pellicola della regista Jennifer Kent è del 2014, e nel nostro Paese era già stata presentata durante il Torino Film Festival dell’anno passato: d’altro canto l’opera prima della cineasta australiana era aveva già trovato l’entusiasmo della comunità di appassionati e aveva vinto moltissimi premi in tutto il mondo.

Ecco dunque 5 cose da sapere su un titolo che

1 – Il Babadook del film non è altro che l’Uomo Nero della tradizione, re-immaginato per essere ancora più inquietante, ma sopratutto utilizzato non tanto per incutere paura nello spettatore (anche se gli spaventi non mancano), quanto piuttosto per esplorare le intricate dinamiche di risentimento, senso di colpa, frustrazione, fatica e inadeguatezza che si instaurano tra Amelia, una madre vedova (interpretata da Essie Davis), e Samuel un bambino difficile e iperattivo (Noah Wiseman).

2 – La regista, anche a causa di limitazioni di budget (è stata creata una campagna di crowdfunding di Kickstarter per trovare finanziamenti), ha scelto un approccio molto lo-fi per gli effetti speciali. Per mettere in scena il mostro eponimo – il cui nome deriva dal serbo “babaroga” che significa proprio “uomo nero”, inteso come spauracchio infantile – è stato spesso utilizzata la tecnica della stop motion e tutta una serie di accorgimenti analogici, anche per richiamare certe atmosfera del cinema di genere delle prime decadi della settima arte. Non a caso inizialmente la fotografia della pellicola sarebbe dovuta essere in bianco e nero.

3 – L’idea del film è nata nei primi anni 2000, quando la Kent sentì la storia di un’amica, la quale raccontava che suo figlio era convinto di essere perseguitato dall’Uomo Nero: per calmarlo la madre era stata costretto a fingere di parlare al mostro. Da quello spunto nel 2005 nacque il corto Monster, sviluppato circa 10 anni dopo in un lungometraggio.

4 – A scatenare l’orrore di Babadook è un libro illustrato per bambini incentrato su una sinistra filastrocca che descrive la creatura. Il volume, ovviamente fittizio, è stato realizzato in modo così magistrale che è nata una campagna di crowdfunding per la realizzazione effettiva e la vendita del libro, creato dall’illustratore Alex Juhasz. Un incubo divenuto realtà, insomma.

5 – Durante la campagna promozionale per lo streaming in modalità video on demand del film è stato girato questo piccolo corto animato natalizio con protagonista il Babadook, che prende il posto di Babbo Natale: tanto inquietante quanto geniale.