Arriva oggi nelle sale Avengers: Infinity War , ultimo capitolo della saga dei vendicatori che verrà ricordato da tutti i fan dei supereroi come il più cupo di tutti i film targati Marvel. Anche Thor: Ragnarok aveva dato un duro colpo al mito del supereroe invincibile, e ci aveva consegnato un Dio del Tuono privato del suo martello e addirittura di un occhio. Tuttavia il tono di Ragnarok, nonostante la caduta di Asgard, era stato divertente e “leggero”. Con Avengers: Infinity War l’asticella del dolore inflitto agli eroi dell’universo Marvel si alza significativamente e il tono diventa davvero cupo e angoscioso.

Protagonista di questo capitolo è Thanos, un essere dai poteri smisurati e dalla altrettanto smisurata brama di morte e distruzione, che è in cerca delle Gemme dell’Infinito per diventare onnipotente e poter dimezzare il genere umano. Contro di lui si schiereranno tutti gli Avengers, in primis Thor, aiutati anche dai Guardiani della Galassia.

Purtroppo non possiamo rivelare altro della trama, perché già dalle prime scene questo Avengers: Infinity War è un susseguirsi di colpi di scena e di durissimi colpi al pantheon supereroistico Marvel. Il ritmo è teso, incalzante per tutto il film, spesso angoscioso e gli eroi sembrano al loro crepuscolo, incapaci di opporsi allo strapotere di Thanos e dei suoi accoliti.

A rompere il tono estremamente cupo ci sono quì e là le solite, fulminanti battute, a cui ci hanno abituato i film Marvel, e anche se nel caso di Infinity War potrebbero stonare per qualche spettatore,a nostro avviso contribuiscono a rompere la tensione, altrimenti troppo alta.

Complessivamente Avengers: Infinity War è un film estremamente godibile, con un ritmo serrato, la cui uniche pecche sono un tono molto cupo e i troppi combattimenti che, nonostante giovino alla spettacolarità della pellicola, la rendono al contempo un po’ monotona.