Con Avengers: Age of Ultron, a distanza di tre anni dal primo capitolo, tornano in sala i Vendicatori, i paladini della giustizia nati con il popolarissimo fumetto Marvel del 1963, riunendo ancora una volta i personaggi principali del fantastico universo della “Casa delle idee”: Iron Man, Captain America, Thor, L’Incredibile Hulk, la Vedova Nera e Occhio di Falco.

Avengers: Age of Ultron non è, però, un semplice sequel bensì è parte integrante dell’universo narrativo, in continua evoluzione, voluto dal direttore Kevin Feige e reso possibile grazie al regista Joss Whedon, il quale ha avuto carta bianca (la cosiddetta Fase 2 per i Marvel Studios) per dare forma e spessore agli intrecci narrativi delle serie originale.

I risultati ottenuti al botteghino hanno largamente premiato tale scelta, nonostante l’apparente difficoltà nel seguire i numerosi intrecci incrociati fra un cinecomic e l’altro: l’universo cinematografico Marvel, infatti, conta ormai ben 11 pellicole e una serie TV (da poco la notizia dell’avvio di una seconda serie), e altri film sono in lavorazione.

In tutti questi anni i film Marvel hanno dimostrato, fra sperimentazioni di stile e vari cambi alla regia, di saper migliorare nel tempo. È per questo che si può subito affermare, a rischio di togliere il gusto della lettura, che Avengers: Age of Ultron è senz’altro il miglior cinecomic prodotto dai Marvel Studios finora.

La trama

Avengers: Age of Ultron fonde magistralmente elementi della serie classica dei Vendicatori con altri della serie alternativa Ultimate, chiamando ancora una volta la squadra di supereroi a salvare il mondo da una nuova, terribile minaccia di devastazione della Terra.

Tutto ha inizio quando Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.), con l’aiuto del Dottor Bruce Banner/Hulk (Mark Ruffalo), tenta di avviare un progetto per il mantenimento della pace nel mondo, cercando di modificare lo scettro di Loki, fratellastro di Thor. L’esperimento, ovviamente, va male dando vita a Ultron (voce originale e movenze di James Spader), un’intelligenza artificiale convinta che, per l’evoluzione della specie e la pace eterna sul pianeta, il genere umano debba essere sterminato.

Sodali di Ultron sono i fratelli Maximoff – intravisti alla conclusione di Captain America: The Winter Soldier –, vittime dei folli esperimenti del Barone von Strucker, membro della temibile Hydra: Wanda/Scarlet Witch (Elisabeth Olsen) è dotata di poteri telecinetici mentre Pietro Maximoff/Quicksilver (Aaron Taylo-Johnson) è capace di muoversi alla velocità della luce.

[SPOILER]

Inizialmente messi alle corde dalla potenza di Ultron e dalla sua legione di robot, gli Avenger troveranno il modo di ribaltare la situazione, grazie alla creazione di un’altra entità IA, Visione (Paul Bettany), nemesi di Ultron, e alla redenzione dei fratelli Maximoff – i fan sapranno infatti che, nell’universo fumettistico, essi fanno parte dei Vendicatori (nonché dei Mutanti in quanto figli di Magneto, ma in Avengers: Age of Ultron non vi è alcun riferimento agli X-Men, i cui diritti appartengono alla Fox).

Come da tradizione, nei credits la scena di anticipazione dei futuri sviluppi della saga vede stavolta protagonista Thanos (Josh Brolin), che decide di entrare in gioco in prima persona per accaparrarsi le Gemme dell’Infinito che gli consentiranno, una volta montate, di straformare il suo Guanto dell’Infinito in un’arma in grado di distruggere l’intero universo.

Il giudizio

Fortunatamente, non si deve essere fan del genere per apprezzare un film come Avengers: Age of Ultron, merito di una trama epica e tuttavia fluida e ben strutturata, anche stavolta caratterizzata da improvvisi quanto efficaci cambi di tono, dal drammatico al comico.

Per inspessire la storia, poi, Whedon ha dato maggior risalto di quanto fatto col primo capito alle storie personali e ai conflitti interiori dei membri degli Avengers, che finalmente svelano qualcosa di più di loro stessi. Inoltre la bivalenza delle due entità artificiali, l’una folle e puerile, l’altra saggia e pura, fanno da contraltare equilibrando molto bene i passaggi di scena.

Su tutti troneggia il personaggio di Iron Man, le cui battute ora fanno eco, mai inopportunamente, anche in Ultron, creatura di Tony Stark e pertanto riflesso distorto della sua personalità. Gli altri personaggi sembrano quasi dei comprimari, se paragonati al peso che avevano nel primo Avengers. Inoltre si coglie una crescente tensione all’interno del gruppo, i cui membri sembrano rendersi conto che, alla lunga, le loro straordinarie facoltà non potranno coesistere, introducendo di fatto i temi delle prossime pellicole firmate Marvel Studios: Infinity War (affidato alla regia dei fratelli Russo) e Civil War (atteso a maggio 2016, vedrà la comparsa dell’Uomo Ragno), due saghe ben note ai fan del fumetto.

Immancabilmente, numerose e adrenaliniche scene d’azione animano la pellicola nelle più disparate location dell’immaginario mondo creato dalla Marvel, dalla Sokovia – protagonista il Forte di Bard in Val d’Aosta – all’africana Wakanda, non risparmiando nemmeno la spettacolare distruzione degli ambienti urbani (New York) ormai cari agli affezionati della serie.

Avengers: Age of Ultron riesce a intrattenere il pubblico per oltre due ore con suntuosi effetti speciali, combattimenti ad alta tensione, talvolta impreziositi da coreografici slow motion, e da un 3D ai massimi livelli, capace di far letteralmente entrare lo spettatore in ogni sequenza del film. Senza svelare altro del film, il consiglio è di non perdersi per nulla al mondo quello che, di diritto, è il miglior film in sala in questo incerto inizio di primavera.