Gli artisti della musica hanno deciso di mobilitarsi contro YouTube, la piattaforma social numero uno al mondo dedicata ai video. Attraverso una lettera scritta all’attuale presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, gli artisti chiedono, in sostanza, che YouTube versi somme adeguate per le royalties. Ad aver aderito all’iniziativa sarebbero stati tantissimi artisti di fama internazionale. Qualche nome? Paul McCartney, Christina Aguilera, Lady Gaga, Coldplay, Ed Sheeran e Abba.

Tutti chiedono che l’Unione europea faccia qualcosa affinché la situazione possa giungere ad una svolta. Secondo l’Adnkronos sarebbero stati moltissimi anche gli artisti italiani che avrebbero aderito, firmando la lettera contro YouTube. Fra questi Laura Pausini, Tiziano Ferro, Gianna Nannini, Zucchero, Elisa, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia ed Eros Ramazzotti.

Il motivo principale delle lamentele contro YouTube sarebbe legato al divario presente tra il numero di contenuti ufficiali pubblicati sui profili degli artisti e i contenuti pubblicati dagli altri utenti. Secondo quando si legge nella lettera, infatti, YouTube si starebbe approfittando delle esenzioni previste dalle norme dell’Unione europea per evitare di pagare le giuste somme di royalties.

Lettera contro YouTube: il testo inviato alla Commissione Ue

Come autori ed artisti siamo difensori appassionati del valore della musica. La musica è una parte fondamentale della cultura europea: arricchisce la vita delle persone e contribuisce in maniera significativa alla nostra economia. Siamo di fronte ad un momento decisivo per la musica. Il consumo sta crescendo, i fan ascoltano musica come mai prima d’ora e i consumatori hanno oggi l’opportunità di accedere alla musica che amano sempre ed ovunque.

Tuttavia il futuro è messo in pericolo da un significativo “value gap” (discriminazione remunerativa) provocata da servizi basati sul caricamento del contenuto da parte degli utenti, tipo YouTube di Google, che di fatto sottraggono valore alla comunità musicale, agli autori e agli artisti. Oggi questa situazione è una seria minaccia alla stessa sopravvivenza dei creativi, alla diversità ed alla vitalità del loro lavoro. Questo “gap” di valore mina i diritti e i ricavi di coloro che creano, investono e vivono di musica oltre a provocare una rilevante distorsione di mercato. Questo perché, mentre da un lato il consumo di musica cresce in maniera esponenziale, i servizi di caricamento di contenuti approfittano delle esenzioni di responsabilità (safe harbour) previste dalle norme europee.

Queste esenzioni furono create oltre venti anni fa come garanzie per favorire lo sviluppo delle start up digitali, ma oggi sono applicate impropriamente a corporation che distribuiscono e monetizzano il nostro lavoro. In questo momento siamo di fronte ad un’opportunità unica per risolvere il problema del value gap. La proposta di revisione della legislazione sul copyright della Commissione Europea può modificare questa profonda distorsione del mercato chiarendo quale sia l’appropriato utilizzo delle norme sul safe harbour.

Vi invitiamo pertanto ad intervenire con urgenza per creare un ecosistema più corretto per artisti e titolari dei diritti e così facendo, assicurare lo sviluppo futuro della musica per le prossime generazioni. Ci auguriamo di poter collaborare con voi per la creazione di un’industria musicale fiorente e sostenibile in Europa“.

La risposta del portavoce di YouTube

“I servizi digitali non sono il nemico. YouTube collabora con l’industria musicale per generare ancora più ricavi per gli artisti, in aggiunta ai 3 miliardi di dollari che abbiamo già pagato sino ad oggi. La stragrande maggioranza delle etichette e degli editori ha accordi di licenza in essere con YouTube e nel 95% dei casi sceglie di lasciare i video caricati dai fan sulla piattaforma e di trarre guadagni da questi video. Il nostro sistema di gestione dei diritti, Content ID, va ben oltre ciò che la legge richiede per aiutare i detentori dei diritti d’autore a gestire i propri contenuti su YouTube: i video caricati dai fan generano ad oggi il 50% delle loro revenue su YouTube. Infine siamo convinti che, offrendo maggiore trasparenza nelle remunerazioni agli artisti, possiamo affrontare molte di queste preoccupazioni.”