Di nuovo nei guai Vittorio Cecchi Gori, il produttore cinematografico anche ex presidente della squadra di calcio fiorentina.

Gli arresti scattati nella giornata di ieri sono dovuti al capo d’imputazione che vede Cecchi Gori accusato di bancarotta fraudolenta.

L’impero cinematografico del produttore è crollato nell’ottobre del 2006 quando il tribunale di Roma decreta il fallimento della Finmavi, caduta per un totale di debiti per 600 milioni di euro.

Nel novembre dello stesso anno Cecchi Gori  viene condannato a tre anni di carcere, poi condonati per l’indulto.

Poco più tardi, Cecchi Gori si presenta alle elezioni nella circoscrizione Lazio 1 con il Movimento per l’autonomia,  ma non viene eletto.

Travagliate anche le vicende sentimentali del produttore, poco dopo la caduta infatti arriva la separazione da Rita Rusic, la sua ex moglie, che chiede a Cecchi Gori una cifra esorbitante: oltre duemila miliardi di lire.

Appena dopo la complicata vicenda della vendita di Tmc alla Seat, poi bocciata il 18 gennaio 2001 dall’Autorità per le Tlc arrivano i guai seri.

Ricordiamo che oltre al procedimento contro la Safin Cinematografica, di Cecchi Gori, c’era un’altra inchiesta che riguardava da vicino l’imprenditore: quella relativo al fallimento della Fin.Ma.Vi., considerata la vera “cassaforte” della proprietà Cecchi Gori.

Sul crac relativo alla Fin.Ma.Vi. ancora una richiesta di custodia cautelare preventiva del pm Stefano Rocco Fava e di Lina Cusano.