Apes Revolution – Il Pianeta delle Scimmie (qui il trailer) arriva domani nelle sale italiane riportando sul grande schermo la storica saga de Il pianeta delle scimmie, ma distanziandosi ad ogni modo da quest’ultima con una trama slegata ed indipendente. E’ vero: chi conosce i precedenti film avrà la prima sensazione di non assistere a nulla di nuovo, ma è una sensazione che con il passare dei minuti, svanisce per dar spazio ad una pellicola che non colpisce solo per la spettacolarità delle ambientazioni e per effetti speciali, ma anche per il racconto del perenne conflitto tra uomo e natura.

Il regista Matt Reeves lo definisce “apocalittico”, ma allo stesso tempo “epico e intimo”: la fine della razza umana sembra esser sempre più vicina per via di un virus creato in laboratorio, ma i sopravvissuti, così come le evolutissime scimmie, nutrono gli stessi desideri e sentimenti senza riuscire a convivere, finendo per combattere una guerra cruenta e inutile.

I veri protagonisti, sono le scimmie, i loro sentimenti, la loro fiducia nel prossimo, la loro civiltà quasi più evoluta di quella umana, perlomeno nei credo e nei valori. L’uomo rimane sullo sfondo, diventa il villain, il traditore, senza sfumature, ma solo buoni e cattivi agli estremi opposti.

Ad affascinare, dunque, sono i primati, soprattutto se si pensa che dietro i l oro sguardi digitali ci sono degli attori, Andy Serkis in primis, che dà espressione e movimento al capo Cesare, ottima dimostrazione delle mille possibilità della tecnologia, anche se sperare in riconoscimenti grandi e importanti per attori che lavorano in un blockbuster d’azione senza comparire davvero è quasi impossibile.

Molta natura (quella dei boschi selvaggi nei dintorni di Vancouver) e poco greenscreen, evento decisamente che raro per un film realizzato in 3D, ma che non rende, forse, il budget stellare speso per la resa visiva di quest’ultimo.