L’Antitrust, garante per il libero mercato, invia una lettera ai principali influencer e vip per regolamentare la pubblicità occulta nei profili social. Personaggi noti e star di casa nostra hanno tutto il diritto di utilizzare ogni canale per far pubblicità a brand o prodotti ma trattandosi appunto di pubblicità questa deve essere esplicita e trasparente: questa la sintesi della lettera che l’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato a molti influencer del web e personaggi dello spettacolo italiano come Belen Rodriguez, Fedez, Anna Tatangelo, Chiara Ferragni e molti altri.

Si perché le immagini postate da personaggi molto noti e o popolari su un preciso pubblico non sono condivise a caso e gratuitamente ma molto spesso rivelano contratti commerciali tra l’azienda e il personaggio per rendere più popolare e conosciuto il prodotto o il brand. Non avete per caso notato che la tisana detox che bevono o fingono di bere le principali donne dello spettacolo italiano è sempre la stessa o che quasi tutti i personaggi con trascorsi nei reality o a Uomini e Donne usano gli stessi brand di abbigliamento o di prodotti per la cura personale?  No, tutto questo non è un caso ma si tratta di Influencer Marketing.

L’influencer marketing consiste nella diffusione su blog, vlog e social network (come Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, Snapchat, Myspace) di foto, video e commenti da parte di “bloggers” e “influencers” (ovvero di personaggi di riferimento del mondo online, con un numero elevato di followers), che mostrano sostegno o approvazione (endorsement) per determinati brand, generando un effetto pubblicitario, ma senza palesare in modo chiaro e inequivocabile ai consumatori la finalità pubblicitaria della comunicazione.

Tale fenomeno sta assumendo dimensioni crescenti in ragione della sua efficacia derivante dal fatto che gli influencer riescono a instaurare una relazione con i followers-consumatori, i quali percepiscono tali comunicazioni come consiglio derivante dall’esperienza personale e non come comunicazione pubblicitaria. Spesso, le immagini con brand in evidenza, postate sul profilo personale del personaggio, si alternano ad altre dove non compare alcun marchio, in un flusso di immagini che danno l’impressione di una narrazione privata della propria quotidianità. Le immagini, infatti, talvolta, rappresentano un ambiente domestico e sono realizzate con tecniche fotografiche non ricercate; altre volte, le tipologie di immagini, le pose dei personaggi e l’ambiente assumono lo stile di un set fotografico. L’evidenza data ai marchi può variare in intensità e modalità, in quanto le tipologie di post e personaggi si presentano molto eterogenee. In alcuni casi, i nomi dei brand sono citati negli hashtag dei post, in altri casi, sono invece in evidenza nell’immagine. Il post può essere accompagnato da commenti enfatici sul prodotto.

Sebbene l’Autorità stia ancora valutando e indagando il fenomeno da oggi viene richiesto ai vip di seguire alcune regole per la pubblicità nei social.

Antitrust stop alla pubblicità occulta: le regole per Influencer Marketing

Nelle proprie lettere, l’Autorità dopo aver ricordato che la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale, affinché l’intento commerciale di una comunicazione sia percepibile dal consumatore, ha evidenziato come il divieto di pubblicità occulta abbia portata generale e debba, dunque, essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand.

L’Autorità ha pertanto individuato criteri generali di comportamento e ha chiesto di rendere chiaramente riconoscibile la finalità promozionale, ove sussistente, in relazione a tutti i contenuti diffusi mediante social media, attraverso l’inserimento di avvertenze, quali, a titolo esemplificativo e alternativo, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising, #inserzioneapagamento, o, nel caso di fornitura del bene ancorché a titolo gratuito, #prodottofornitoda; diciture alle quali far sempre seguire il nome del marchio.

Considerato che il fenomeno del marketing occulto è ritenuto particolarmente insidioso, in quanto è in grado di privare il consumatore delle naturali difese che si ergono in presenza di un dichiarato intento pubblicitario, l’Autorità sollecita tutti gli operatori coinvolti a vario titolo nel fenomeno a conformarsi alle prescrizioni del Codice del Consumo, fornendo adeguate indicazioni atte a rivelare la reale natura del messaggio, laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti.