È morto in circostanze misteriose (che forse il mito ha reso tali, visto l’abuso di alcol cui era solito in vita), e le sue gesta sono state leggendarie: quello che Jim Morrison ha lasciato 43 anni fa è un vuoto che nessun artista finora è riuscito a colmare, né alcuno potrà farlo in futuro.

Cantante, poeta, showman strabiliante: la voce dei Doors, un altro fenomeno musicale che meriterebbe di essere maggiormente ricordato, è stata una delle icone di un momento storico di grande fervore per il mondo delle sette note.

Esponente della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, figura di spicco del rock del periodo, Morrison nacque a Melbourne (Florida), e dopo aver praticamente ripudiato i propri genitori si iscrisse alla UCLA di Los Angeles, università presso la quale conobbe il futuro compagno di band Ray Manzareck. Assoldati poi Robby Krieger e John Densmore, il duo creò quel gruppo che sarebbe stato conosciuto come i Doors, atipici musicisti che facevano confluire nelle loro canzoni blues, rock, jazz, pop e musica classica.

Morrison, famoso per i suoi show indiavolati, durante i quali si trasformava in uno sciamano dall’incredibile carica sensuale, spiegò così la scelta del nome della band, che si ispirava tanto alle Doors of Perception di Aldeous Huxley (un saggio sull’uso della mescalina) quanto alle poesie intrise di misticismo di William Blake: “Ci sono cose che si conoscono e altre che non si conoscono. Esiste il noto e l’ignoto, e in mezzo ci sono Le Porte. I Doors sono i sacerdoti del regno dell’ignoto che interagisce con la realtà fisica, perché l’uomo non è soltanto spirito, ma anche sensualità. La sensualità e il male sono immagini molto attraenti, ma dobbiamo pensare a esse come alla pelle di un serpente di cui ci si libererà”.

Dopo sei album e un successo epocale, Jim Morrison sarebbe stato ritrovato privo di vita il 3 luglio del 1971, nell’appartamento di Parigi in cui conviveva con Pamela Courson. A soli 27 anni l’uomo , che già aveva ammantato la propria esistenza della materia di cui sono fatti i sogni, divenne leggenda. Da allora la sua tomba sita presso il cimitero degli artisti Père Lachaise è meta di ininterrotti pellegrinaggi.