Il regista Daniele Luchetti si impegna nella pellicola sinora forse più complessa di tutta la sua carriera cinematografica: Anni Felici, la storia della sua famiglia anche se, lo stesso Luchetti, precisa in una nota: “I fatti sono in parte frutto di fantasia, i sentimenti sono invece totalmente autentici“.

Ed è così che si apre il sipario su una storia privata carica di emozioni grazie a un’ottima interpretazione dei protagonisti: Kim Rossi Stuart nei panni di Guido, padre affettuoso al punto giusto, marito egoistico e artista poco convinto della sua professione, e Micaela Ramazzotti, che interpreta Serena, madre quasi morbosa, moglie completamente devota e donna quasi completamente priva di un ego. I due genitori recitano la vita davanti agli occhi dei loro due figli, Dario e Paolo (rispettivamente Samuel Garofalo e Niccolò Calvagna), spettatori obbligati del loro amore, delle loro tensioni, dell’eros che talvolta li travolge come anche la rabbia e la gelosia.

A stravolgere gli equilibri già precari una quinta figura, Helke (Martina FriederikeGedeck), l’unica persona davvero libera e indipendente di tutta la trama, scevra da qualsiasi schema, aprirà gli occhi di Serena, e permetterà a Guido di rendersi davvero conto di quello che prova per la sua donna, di cosa vuol dire l’arte, di come si esprimono i sentimenti attraverso di essa.

Il film, ambientato negli anni ’70 è stato girato interamente in pellicola con una 35mm, il 16 e la super 8 ricevuta dallo stesso regista in regalo per una promozione scolastica dai suoi genitori, donando così alle scene tutta quella sensibilità, profondità di colore e fascino che a breve andremo perdendo per via del dominio assoluto del digitale.

Scritto dal Luchetti con Sandro Petraglia, Stefano Rulli e Caterina VenturiniAnni Felici fa ridere, ma anche commuovere. La risata scappa spesso e volentieri grazie alla spontanea e divertente interpretazione del poccolo e pestifero Calvagna, perfettamente a suo agio nel ruolo del fratellino minore un po’ stravagante. A Samuel Garofalo spetta un ruolo più complesso, quello di protagonista e spettatore, figura dentro e fuori: se la cava benissimo.

Voto: 8