Annalisa è pronta per stupirvi con effetti speciali. Ve lo possiamo dire dopo avere ascoltato Se avessi un cuore, il suo nuovo album (in uscita il 20 maggio per Warner Music), il primo interamente firmato da lei a livello autoriale. “Mi sono sempre sentita una cantautrice, fin dalle mie prime band” – ci racconta l’artista durante la presentazione – “Ho sempre scritto, poi andando avanti e provando anche a fare un talent come Amici per fare ascoltare la mia musica, mi sono resa conto che forse non ero ancora del tutto matura come autrice, quindi ho cantanto molte canzoni scritte da altri, ma che fossero comunque affini al mio modo di comunicare”.

“Dal mio esordio discografico ad oggi ho pubblicato quasi un album all’anno e sono cresciuta passo a passo, seguendo un percorso graduale per arrivare fino a qui” – continua Annalisa – “La canzone presentata a Sanremo, Il diluvio universale, voleva rappresentare una sorta di giro di boa tra quello che è stato prima e questo nuovo lavoro”.

La particolarità che balza subito all’orecchio ascoltando i brani di Se avessi un cuore è la sua forte matrice elettro-pop: “Queste sono le sonorità che ho sempre amato, la direzione verso cui ho spinto, sono quindi felice di essere riuscita finalmente a realizzare l’album che desideravo da tempo. E questa sarà la direzione che prenderà la mia musica d’ora in poi”.
Molte le sue fonti d’ispirazione: “Io tendo a non riascoltare troppo quello che faccio io, perché preferisco ascoltare quello che fanno gli altri. È importante perché stimolante”.

“Il mio tentativo è quello di accostare un mondo sonoro moderno e vicino a proposta pop mainstream americana con dei contenuti non scontati” – ci spiega Annalisa – “In Se avessi un cuore ho puntato molto sulla leggerezza, perché a differenza di quando avevo 20 anni ho capito che è importante, anche per vivere le cose più pesanti in maniera diversa”.

A proposito della sua crescita dice: “Ora sono più consapevole, decisa e focalizzata su quello che faccio. Scrivo tanto, sono in continuo fermento”. Il fatto di avere fatto anche altro nell’ultimo anno (per esempio l’attrice nel film Babbo Natale non viene da Nord e la conduttrice per il programma Tutta colpa di Einstein – Quelli del Cern) ha contribuito a questa sua crescita, come lei stessa ammette: “Mi hanno aiutato ad aprirmi, a essere meno timida. Sono cose di cui faccio tesoro”.

Tornando all’album, sono da segnalare la collaborazione, a livello produttivo, di Fabrizio Ferraguzzo, Luca Chiaravalli, Diego Calvetti e l’emergente MACE. In Se avessi un cuore c’è anche un brano scritto per Annalisa dalla pop-star inglese Dua Lipa (autrice della hit Be The One): “Ci siamo incontrate per caso nella sede milanese della nostra casa discografica ed è stato subito feeling, sia artistico che umano. Lei poco dopo mi ha mandato questo pezzo, Used to you, su cui poi io e il mio team abbiamo lavorato anche per realizzarne una versione italiana, dal titolo Potrei abituarmi, scritta da me e che trovate sempre nell’album”.

Ora Annalisa non vede l’ora di fare ascoltare Se avessi un cuore anche dal vivo, quindi dopo le anteprime a Milano e Roma partirà con il suo tour estivo. Queste le date al momento confermate: 11 giugno Festival Amore di Stabio (Svizzera); 8 luglio Sala Roof Casino di Sanremo (Imperia); 31 luglio Cava di Roselle (Grosseto); 7 agosto Piazza Kennedy a Pagliare del Tronto (Ascoli Piceno); 11 agosto Beach Arena di Lignano Sabbiadoro (Udine); 16 agosto Piazza Ara dei Santi di Collelongon (L’Aquila).