Ha aperto i battenti il 22 luglio a Roma la mostra fotografica Anna Magnani, la vita e il cinema, sulla grande attrice che contribuì a lanciare nel mondo il cinema italiano dal neorealismo a Fellini. Il percorso per immagini è curato da Mario Sesti con una selezione certosina di foto inedite che lo ha impegnato fin da marzo alla ricerca del miglior filo conduttore su un’artista così poliedrica. “Ci trovavamo di fronte due archivi tra i più prestigiosi, ma pure esattamente opposti. Da una parte il Centro Sperimentale, cioè il massimo del cinema e dello sguardo più che dell’oggetto. Dall’altra parte c’era l’Archivio Luce, in cui paradossalmente c’è tutto ciò che non si trova in Google: un vero e proprio giacimento di fotogiornalismo”. Ha raccontato il critico cinematografico dischiudendoci le porte della mostra. “Non c’è posato né sguardo. E qui ci sono le scoperte più interessanti come l’angolo domestico, la sua partecipazione alla vita culturale che va da Abebe Bikila a Tennessee William, da Danny Keye fino a Visconti”.

Ospitata nella Sala Zanardelli del Vittoriano, storico museo di Roma, nasconde nella sua location un importante filo conduttore. “Il Vittoriano nasce alla fine dell’Ottocento sotto Emanuele II, il Re che ha unito e liberato l’Italia. Questo è il monumento simbolo del nostro paese” Ha spiegato Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale del Lazio. “Un monumento, una grande opera d’arte che noi abbiamo voluto riempire di arte e di cultura attraverso un filone che risale all’antichità: il Phanteon degli Illustri”. L’anno scorso infatti un’altra mostra fu dedicata a Lucio Dalla. “Ci tenevo molto che una donna fosse ammessa in questo Phanteon. E Anna Magnani è una donna che rappresenta la nostra città, ma anche l’Italia nel mondo. Abbiamo pensato a una mostra che la raccontasse e a una rassegna di film, perché il modo migliore per raccontare un artista è quello di farne vedere l’arte”.

I massimi intellettuali, anche all’estero, la consideravano un’artista per la quale produrre dei testi, essendo stata l’attrice maggiore del Neorealismo. “Mamma Roma era un film di cui non erano contenti né Pasolini né la Magnani. Per ragioni diverse”. Ha proseguito Sesti. “Pasolini riteneva che ci fosse troppa Magnani invece per la Magnani c’era troppo Pasolini. Proprio questa imperfezione rende il film così bello oggi”. Il poeta regista aveva rovesciato il Neorealismo con il suo cinema e la Magnani ne era stata indiscussa protagonista. Passeggiando tra le fotografie viene fuori una donna non solo calata nei suoi tanti ruoli che l’hanno resa immortale, ma si ritraggono anche tantissimi momenti di vita privata, incontri di amici nel salotto di casa, feste, premiazioni. E tante altre facce illustri del nostro cinema vicino a lei in scatti informali, momenti d’affetto e premiazioni. Come Totò, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Marlon Brando, Tony Franciosa e Vittorio De Sica. Evento trasversale di cinema e fotografia, desta un unico cruccio, essendo una mostra a ingresso gratuito su un’icona internazionale anche vincitrice di un Oscar, per un museo pubblico in pieno centro a Roma, zona con altissima densità di turisti provenienti da tutto il mondo, purtroppo si scrive sulle didascalie esclusivamente in italiano, rinunciando a priori all’inglese, che avrebbe allargato ancora di più pubblico.

La mostra, pur nella sua italianità, resta un interessante compendio su un’attrice fondamentale per cinema e cultura italiani contemporanei, nonché percorso utilissimo come prima alfabetizzazione per le nuove generazioni. “Anna Magnani è stata anche l’artista più popolare del varietà durante la guerra”. Ha continuato Sesti snocciolando un piccolo aneddoto. “Non esistono registrazioni, ma coloro che hanno avuto la fortuna di vederla sostengono che quando arrivava il momento clou lei si fermava, pigliava una chitarra e iniziava a cantare. Una cosa all’americana, volendo”.

La mostra, aperta al pubblico fino al 22 ottobre, riserva spazi anche al video, con la proiezione di un documentario delle Teche Rai e una serie delle scene più iconiche tratte dai suoi film, più un’edizione originale di cinegiornali dell’Istituto Luce appositamente realizzata. Non mancherà una rassegna di tre film in proiezione tra il 24 luglio e il 7 agosto, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti: Bellissima di Luchino Visconti, Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini e L’amore di Roberto Rossellini. Location, Terrazza Italia del Vittoriano, dove i film verranno introdotti dalla lettura di testi composti da scritti e interviste dell’attrice.