Animali Fantastici e dove trovarli: dal libro al film.  Dire addio all’universo di Harry Potter non è stata cosa facile. Deve essere per questo che non ci siamo ancora riusciti. Così, mentre Harry Potter e la maledizione dell’erede, che doveva essere semplicemente uno spettacolo teatrale, è arrivato in libreria e già si mormora che diventerà una trilogia, la Rowling torna al cinema con Animali Fantastici e dove trovarli, prequel che, però, ha tutte le caratteristiche dello spin-off.

Un’operazione interessante e intelligente che, invece di seguire un personaggio già visto nella saga, come di solito accade, si presenta come una storia del tutto a parte: quella dello scrittore del libro di testo di Harry Ron ed Hermione dal titolo, per l’appunto, Animali Fantastici e dove trovarli. Il libro da cui è tratto il film, infatti, è un vero e proprio bestiario: delle avventure del suo autore, Newt Sacamander, che nel film ha la delicata e timida goffagine di Eddie Redmayne, non c’è traccia. La sceneggiatura della Rowling è dunque preziosissimo materiale originale, perfetto per far impazzire i fan ormai in crisi di astinenza da anni.

Animali Fantastici e dove trovarli: la recensione. Possibile tornare nel mondo di Potter senza fare neanche un salto ad Hogwards? Questa volta il muro del binario 9 ¾ poteva rimanere di mattoni e il rischio era che Animali Fantastici e dove trovarli, non riuscendo ad arrivare dall’altra parte, finisse con lo schiantarsi contro lo sguardo severo dei potteriani, nient’affatto disposti a tollerare un’operazione puramente commerciale.

La Rowling, però, sa quello che fa e opta per ricominciare da zero: Newt Scamander è un mago tutto nuovo e la sua avventura ambientata nella New York degli anni Venti, pur provenendo dalla nota scuola di magia, guarda lontano verso nuovi orizzonti di intrattenimento puntando tutto sulla simpatia di protagonisti interamente inediti. Il coinvolgimento, anche complice il 3D, è immediato: i bizzarri animali fantastici sono irresistibili e dispettosi, un po’ Pokemon e un po’ Minion, la giovane Porpertina Goldstein è intraprendente e testarda al punto giusto e il babbano (anzi, per dirla alla newyorkese, il No-Mag) Jacob Kowalski è in grado di generare empatia e simpatia. Basta il primo quarto d’ora per capire che l’avventura funzionerà e l’intrattenimento sarà assicurato.
La girandola ha inizio subito e, anche se occhi esperti colgono al volo scene nate solo ed esclusivamente per intrattenere, si è portati ad abbandonarsi totalmente a questa avventura magica adorando il nuovo trittico di eroi, presto destinato a diventare un quartetto quando fa la sua entrata in scena Queenie, la svampita sorella di Porpertina.

La storia, però, ha bisogno di un lato oscuro, la caccia agli animali fuggiti si intreccia allora con misteriose entità che devastano la città e con una setta a caccia di streghe e maghi capeggiata da una donna che sfrutta i bambini che adotta. Tematiche sociali, messaggi riguardanti l’accettazione del diverso, anche e soprattutto quando il diverso è dentro di noi, e il tentativo di donare alla storia anche una certa morale si scontrano, però, con una sceneggiatura che, quando si tratta di dare spessore alle forze del male, non riesce a centrare l’obiettivo fino in fondo. Un po’ perché si dà troppo spazio alle allegre peripezie dei buoni, anche quando sono solo un divertissement, e un po’ perché c’è di mezzo Colin Farrell, unico neo in un cast davvero in parte.
Si tratta di un difetto perdonabile. Citazionismo, ammiccamenti al mondo di Harry Potter e persino una scena con un bar malfamato in stile Star Wars, hanno decisamente la meglio. Chi non lo capisce è un mangiamorte.