Per la prima volta Andrea Scanzi si mette allo scoperto, parlando della sua vita privata a “Vanity Fair“. Il giornalista del “Fatto Quotidiano” smentisce le voci che lo danno per gay, confessando invece di amare moltissimo le donne:

“Fino a un anno fa si diceva che fossi gay, invece non lo sono, e neanche bisessuale. Mi piacciono le donne, anche troppo: nel mio matrimonio l’ho pagata. Traggono in inganno gli orecchini, gli anelli. Una volta, su consiglio di Aldo Busi, ho provato a togliermeli, ma dopo un mese me li sono rimessi”.

Scanzi ammette, anche, di piacersi molto e di curare in modo forse esagerato il suo aspetto, tanto da andare dall’estetista o farsi truccare per non avere un colorito pallido in tv. Le signore, però, non sono affascinate dalla sua bellezza ma provano nei suoi confronti ‘un’attrazione intellettuale‘, così come la definisce lui. Tra le tante donne dello spettacolo conquistate il giornalista fa il nome solo di Selvaggia Lucarelli:

“Sarebbe poco elegante, erano quasi tutte impegnate, a parte Selvaggia Lucarelli. Di solito sono grandi, dai 35 ai 50 anni. La velina non mi interessa, e probabilmente nemmeno io a lei [...] Mi ero appena separato. Ero confuso, inquieto, vorace di esperienze. Lei era molto più quadrata, serena e matura. La avvertivo possessiva e gelosa, sentimenti che io non conosco. Avevo la sensazione che inconsciamente, e legittimamente, cercasse un uomo che facesse subito il padre di suo figlio, e magari fosse pronto a farne un altro. Probabilmente una sensazione sbagliata. Comunque meglio così, siamo più bravi come amici che come amanti. La stimo, le voglio bene”.

Dopo un matrimonio alle spalle quando aveva solo 29 anni e varie storie passeggere, Scanzi è innamorato da quattro anni di Verdiana, una ragazza pugliese con cui andrà a convivere a Milano. Un passo importante, che forse un giorno sarà coronato anche dall’arrivo di un bebè:

“Ho sempre avuto un imbarazzo profondo a relazionarmi con i bambini, ma mi dispiacerebbe non continuare la stirpe Scanzi. Chissà, un giorno. Forse”.