In questi giorni esce in Inghilterra con una nuova biografia che senza dubbio farà scalpore, Il libro si chiama “Amy 27″, l’autore è Howard Sounes, un famoso giornalista inglese che ha scritto una delle biografie di riferimento su Bob Dylan, e che stavolta avrà come protagonista Amy Winehouse, morta due anni fa a 27 anni. Età significativa e ricorrente nell’universo del rock&roll, tanto da inserirla addirittura nel titolo.

Oggi, il “Daily Mail” ha pubblicato un estratto del libro che parla proprio di questo e delle ultime ore della vita della cantante di “Back to Black”, dei suoi rapporti con la droga e soprattutto con l’alcol che sono stati i motivi della sua morte (foto by InfoPhoto).

In un’intervista di qualche settimana fa al “Guardian” il fratello della cantante attribuiva il decesso di Amy anche alla bulimia che da tempo affliggeva la sorella dai tempi della separazione dei genitori.

Nell’estratto del giornale inglese si legge infatti di come ultimamente le visite della dottoressa Christina Romete fossero diventate d’abitudine e di quanto la sua condizione psico-fisica la mettesse in pericolo di vita.

Un rapporto difficile con la madre che in un’intervista in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata alla figlia dal Jewish Museum di Camden, aveva dichiarato che sapeva che la figlia non sarebbe mai arrivata ai trent’anni. Un padre invece, racconta il libro, che inizialmente non si rende conto della gravità dei problemi di alcol che stava passando la figlia e che si riavvicinò a lei in maniera più assidua da dopo il successo.

Il giorno in cui morì la Winehouse rimase sola in casa tutta la giornata , come spesso succedeva, ad eccezione della presenza del suo bodyguard Andrew Morris.

Passava il tempo a scrivere sms agli amici, a chattare e a telefonare ai suoi cari, per non sentirsi sola, scrive il giornalista. Furono tante le telefonate fatte e ricevute, alcune delle quali rimasero senza risposta, come quelle del fidanzato regista Reg Traviss, il quale infatti si preoccupò ma non andò da lei perché non voleva svegliarla durante la notte.

Alle 3 e mezza mando un messaggio a un’amica, senza, però, rispondere a quello del fidanzato: “Ormai stava bevendo ininterrottamente dal mattino”, poco dopo andò a vomitare in bagno, cosa non strana per lei. E forse fu l’ultima cosa che fece.

Il mattino seguente la guardia del corpo la trovò morta nel letto con tre bottiglie di vodka vuote sul comodino e il tasso di alcol nel sangue pari a 5 volte la media.

Mancano pochi giorni al 23 luglio, anniversario della sua scomparsa. Una delle voci e dei talenti più grandi della nuova generazione del soul bianco. Una vita distrutta dall’alcol, dalla droga, dalla fama e forse dalla noia o dalla debolezza di fondo che si nascondeva dietro a tutto quel trucco e alla stravagante acconciatura.