Nonostante il film Amy sia stato prodotto da Mitch Winehouse e da Red Traviss, ex fidanzato della cantante più tormentata degli ultimi anni, non sono mancate forti e pesanti critiche sul biopic incentrato sulla vita della famosissima Amy Winehouse. “E’ incredibilmente falso”, queste le parole di papà Mitch che si è scagliato così contro il film-documentario Amy e contro Asif Kapadia, regista indiano del film presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes e attualmente nelle sale inglesi e proiettato in Italia il 15, 16 e 17 settembre prossimi.

Dalle immagini che Kapadia ha voluto mostrare nel film sembrerebbe che la famiglia della giovane cantante e gli amici non abbiano mai fatto abbastanza per poterle salvare la vita, per risollevarla e aiutare a farla uscire da quel vortice letale composto da depressione, dipendenza da alcol e droghe che l’hanno portata alla morte a soli 27 anni. “Non so cos’altro avrei potuto fare. Non avrei potuto voler bene a mia figlia e prendermi cura di lei più di così” ha dichiarato Mitch Winehouse in un’intervista a Sky News, promettendo di produrre presto un altro film più reale e veritiero.

Una delle critiche più pesanti mosse nei confronti del regista indiano, riguarderebbe il troppo spazio riservato all’ex-marito di Amy Winehuose, Blake Fielder-Civil, a detta del padre il vero responsabile dell’autodistruzione della figlia, ma che nel film accusa proprio il padre di essere uno dei responsabili della morte di Amy. Nell’intervista Mitch Winehouse racconta anche di aver detto al regista Kapadia e al suo team di essere degli incompetenti e che “dovrebbero provare vergogna per come hanno fatto e per quello che hanno raccontato nel film”.