Un documentario sulla vita di Amy Winehouse? È quanto ha promesso il padre della cantante precocemente scomparsa nel luglio 2011. Della pellicola si era già parlato questa primavera, quando era anche stato fatto il nome del regista cui sarebbe stata affidata, Asif Kapadia, già premiato al Sundance Film Festival nel 2010 per il suo lungometraggio sul pilota di Formula 1 Ayrton Senna.

«Questo film sarà incredibilmente moderno ed emozionante» aveva dichiarato Kapadia «con il potere di catturare lo spirito del tempo e gettar luce sul mondo in cui viviamo, come solo alcune pellicole sanno fare. Amy è stata un talento della sua generazione e ha catturato l’attenzione di tutti; scriveva e cantava col cuore e tutti ne restavano incantati. Amy, però, è crollata sotto il peso della soffocante attenzione dei media, e a causa delle sue relazioni difficili, del successo mondiale e del modo di vivere instabile. Come società, tutti noi abbiamo celebrato i suoi enormi successi, ma poi siamo stati velocissimi nel giudicare le sue debolezze quando ci faceva comodo».

A tante entusiastiche dichiarazioni, non era però seguito nulla di fatto. Adesso Mitch Winehouse ha rilanciato la notizia nel corso del secondo Gala della Amy Winehouse Foundation, l’associazione benefica creata per sostenere progetti a favore dei giovani in difficoltà e aiutare artisti in erba a coltivare le proprie carriere. La festa si è tenuta giovedì 21 novembre al Dorchester Hotel di Londra. Non mancava Mark Ronson, produttore di Amy, tra i professionisti più quotati di questi ultimi anni (ha lavorato per Adele, Robbie Williams, Christina Aguilera e Maroon 5, tanto per fare qualche nome). Ma l’attrattiva della serata sono state le performance di Mica Paris e di Boy George.

Per l’occasione, Mitch Winehouse ha dichiarato che finalmente il documentario sulla vita di Amy uscirà nei cinema nel 2014, e che probabilmente della colonna sonora farà parte anche l’inedito che fu ritrovato per caso lo scorso settembre.