Il vincitore indiscusso dell’ultimo Festival di Cannes è il regista Michael Haneke che con Amour ha conquistato la sua seconda Palma d’Oro dopo quella vinta per Il nastro bianco. Basterebbe già questo per suscitare curiosità agli spettatori.

Se a ciò si aggiunge che il film, destinato a diventare uno dei grandi eventi della stagione, racconta la storia di due anziani maestri di musica ormai in pensione che si amano alla follia, e che dovranno superare terribili prove messe in nuce dalla vita, l’attesa cresce.

Amour è un film osannato dalla critica di tutto il mondo. Il suo grande merito? Riunire tre interpreti leggendari del cinema francese, che hanno offerto una prova eccelsa: Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva e Isabelle Huppert.

Nel frattempo, proprio dal 2 ottobre è in libreria per Mondadori “Alla fine ho deciso di vivere” l’autobiografia di Jean-Louis Trintignant scritta con André Asséo.

Tra i protagonisti del film Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva.

Stupisce il commento del quotidiano francese Liberatiòn, a cura di Gerard Lefort:

“È davvero molto difficile non piangere vedendo il film di Michael Haneke. Ma la grandezza di questo film è che non è fatto per farci piangere, per consolarci, per rassicurarci. E naturalmente non è fatto per approfittare delle nostre lacrime, al contrario di quello che si sperimenta con un certo marketing della sofferenza commovente a cui il cinema ricorre troppo spesso, facendoci piagnucolare per qualsiasi cavolata. Il film di Haneke afferma chiaramente che non possiamo permetterci di piangere su qualsiasi cosa e, soprattutto, con chiunque.”