Se leggendo il titolo American Crime Story avete subito sostituito il termine centrale con “Horror” non vi siete affatto sbagliati: la miniserie tv in dieci puntate che debutta questa sera alle 21 su FoxCrime è infatti strettamente imparentata con la più celebre e sanguinaria serie antologica.

Creatore dei due prodotti seriali è infatti Ryan Murphy, che in questo caso replica la struttura che ha avuto così tanto successo innestandola su una serie che si situa a metà tra il reportage giornalistico e la ricostruzione romanzata di un fatto di cronaca che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo: come è stato annunciato da tempo la prima stagione verterà sul celeberrimo caso OJ Simpson.

Come si ricorderà il duplice omicidio della ex moglie Nicole Brown Simpson e di Ronald Goldman ha segnato indelebilmente la vita del giocatore di football e ha marchiato a fuoco tutti gli anni ’90, probabilmente anche a causa del famigerato inseguimento automobilistico filmato che coinvolse il principale sospettato.

La fine è nota – ovvero l’assoluzione di OJ Simpson per mancanza di prove – ma il dibattimento giudiziario è stato uno dei più discussi della storia processuale degli Stati Uniti. Non a caso per portarlo in scena sono stati chiamati alcuni attori d’eccezione: si va da Cuba Gooding Jr. nei panni del protagonista, a John Travolta, che interpreta l’avvocato difensore Robert Shapiro, passando per il David Schwimmer di Friends nelle vesti di Robert Kardashian, amico dell’accusato e padre dell’ormai famosissime sorelle Kardashian.

Non sorprende neanche la presenza di Sarah Paulson, ospite fisso della serie parallela American Horror Story, che in questo caso ha il compito di rappresentare Marcia Clark, sostituto procuratore che ha gestito il caso.

Parte dell’interesse dietro a questa prima stagione di American Crime Story risiede anche nella descrizione dell’atmosfera dell’epoca, decisamente infuocata in un periodo in cui le tensioni razziali erano particolarmente accese. Il processo infatti fu anche un riflesso di questa situazione, e non a caso la serie si muove agilmente tra le aule del tribunale, per poi uscirne e osservarne l’influenza sulla popolazione.