Nato a Leytonstone, quartiere nord-orientale di Londra, il 13 agosto 1899, Alfred Joseph Hitchcock è da molti appassionati considerato il rappresentante supremo della settima arte. Poco importa che sia scomparso ormai 35 anni fa, perché la sua arte, come solo quella dei grandi maestri riesce a fare, è oggi più viva che mai e la sua smisurata eredità cinematografica è ancora oggetto di indagini, recuperi e restauri in grado di fornire sguardi inediti su capolavori capaci di far impallidire anche i più grandi successi del presente.

Dopo gli studi presso un college di gesuiti, Hitchcock si iscrive alla School of Engineering and Navigation per diventare un ingegnere, ma la forte propensione artistica lo porta ad avvicinarsi al mondo del cinema già dagli anni ’20, dapprima come disegnatore di titoli, quindi come montatore e sceneggiatore, fino all’esordio con il film “The pleasure garden” e il debutto ufficiale alla regia con “Il pensionante”(1926).

Nel 1934 gira “L’uomo che sapeva troppo”, ma è con “La signora scompare” (1938) che riceve il premio come miglior regista dall’Associazione dei Critici Cinematografici di New York e la proposta di contratto del produttore David O. Selznick (produttore di “Via col vento”), che lo persuade a trasferirsi ad Hollywood. Il trasferimento in America, nel 1940, gli spalanca la strada verso la consacrazione a “maestro del brivido”: la prima regia americana di Hitchcock, “Rebecca, la prima moglie”, viene premiata con due Oscar (“miglior film” e “migliore fotografia”), ma è solo il primo capitolo di quella che Truffaut ha definito una “filmografia abbagliante”, costellata di capolavori quali “Notorious – L’amante perduta” (1946) con Ingrid Bergman e Cary Grant;” Il delitto perfetto”( 1954), primo film con Grace Kelly; “La finestra sul cortile” (1954), con Grace Kelly e James Stewart; “La donna che visse due volte” (1958) con Kim Novak e James Stewart; “Intrigo internazionale” (1959) dove torna a dirigere Cary Grant; “Psycho” (1960) e “Gli Uccelli” (1963).

Premiato con l’Oscar alla memoria Irving G. Thalberg per i suoi indubbi meriti artistici, Hitchcock morì nella sua casa di Bel Air, a Los Angeles, il 29 aprile del 1980. Nonostante non sia mai riuscito a strappare l’oscar come miglior regista, è oggi considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema e ricordato come il padre del genere “thriller”.