Alfonso Signorini, direttore del settimanale di gossip “Chi”, è stato ospite della prima puntata de “La strada dei miracoli” dove ha avuto modo di parlare del suo rapporto speciale con la religione. Molto devoto a Padre Pio e a Natuzza Evolo, il giornalista ha spiegato come, grazie alla fede, ha superato la leucemia che ha scoperto di avere dopo un malore in diretta:

“A volte la sofferenza è gioia, io ho ringraziato la mia malattia. Mi sono ammalato ed è stato come un incidente frontale contro un tir. Dovevo fare i conti con la morte. Mi sono chiesto: cosa faccio della mia vita? La fede è un dono di Dio, o ce l’hai o non ce l’hai. Io ce l’avevo prima della malattia. Se in quel momento non avessi sentito la carezza di Dio non so dove sarei adesso. [...] Avevo due scelte, o il trapianto di midollo e non potevo farlo o la chemioterapia. Ho sentito fisicamente un abbraccio mentre ero solo nel mio lettino. Quell’abbraccio mi ha trasmesso un’energia che non avevo. Dopo due settimane di terapie i parametri si sono riassestati”.

Malattia a parte, Signorini ha ammesso di aver sentito spesso la presenza del suo angelo custode, che lo avrebbe avvertito anche della morte della madre:

Sento una voce che mi dice ‘torna subito da lei’. Era strano, perché l’avevo appena vista e stava bene, ecco perché credo nell’angelo custode. Arrivo in ospedale, mia madre mi ha salutato e se n’è andata. [...] L’angelo custode esiste, lo sento tutti i giorni, fa parte della grazia di Dio, io ci parlo. Io sento le sue indicazioni, mi illumina e a volte ho anche sconvolto qualcuno. Delle volte mi sono trovato a dover dare dei messaggi a delle persone”.

Per finire il direttore ha confidato in trasmissione di aver visto anni fa lo spirito di un ragazzo morto, un’esperienza che lo ha segnato per sempre:

“Stavamo in un ristorante in Campania. Una voce mi ha detto di guardare davanti a me, così ho visto un ragazzo di 15 anni che abbracciava la cuoca. Ho chiesto agli altri commensali se lì c’era stato un incidente tragico o se qualcuno aveva perso un ragazzo giovane. Mi hanno detto che il figlio della proprietaria e cuoca del ristorante, era morto in un incidente all’età di 15 anni. Sono andato da quella cuoca ad abbracciarla, gliel’ho descritto e si è messa a piangere”.