Un Alessandro Gassman attore, ma anche regista quello che arriverà sul grande schermo a partire dal prossimo 18 aprile con Razzabastarda, una storia estrema di immigrazione e di vita ai margini.

Il protagonista è Roman, un immigrato romeno che arrivato in Italia trent’anni fa, diventa pusher, ma prova a far di tutto perché suo figlio Nicu (Giovanni Anzaldo) abbia una vita migliore della sua.

Un bianco e nero che riflette la realtà di tanti immigrati, una realtà cruda, quasi bestiale, dove l’extracomunitario è costretto ad un unico destino: l’emarginazione. Gassman racconta: “Mi interessava raccontare il rapporto irrisolto tra un padre analfabeta e un figlio nato qui da genitori stranieri e che quindi fa parte di quelle seconde generazioni che secondo una legge che reputo razzista non permette a chi nasce nel nostro Paese da genitori stranieri di avere la cittadinanza italiana“.

Per il regista il rapporto e il confronto con gli stranieri nel nostro Paese è fondamentale: “Gli Stati Uniti non sarebbero il grande Paese che sono se non fossero arrivati nel dopoguerra italiani, irlandesi, olandesi, albanesi a costruirlo. L’arrivo di stranieri nel nostro Paese non potrà che arricchirlo. Sarà interessante invece aggiungere alla nostra cultura parte della loro… Per migliorarci“.

Un messaggio profondo, diretto, che utilizza il cinema come strumento di presa di coscienza di una quotidianità che appartiene all’uomo della porta accanto, ma che troppo spesso l’italiano medio fa finta di non vedere.