Alessandro Gassman compie oggi 50 anni e per festeggiare la ricorrenza ha concesso un’intervista a Il Fatto Quotidiano in cui si è confessato e ha parlato a ruota libera di vari argomenti, soprattutto di politica. Nato a Roma il 24 febbraio 1965 dall’attrice francese Juliette Mayniel e dal grande Vittorio Gassman, per tutta la sua carriera si è dovuto confrontare con l’ingombrante figura paterna, ma nel corso degli anni è riuscito a staccarsene con personalità, costruendosi un percorso artistico tutto suo, al cinema così come in teatro.

Alessandro Gassman ammette di aver iniziato la sua carriera aiutato dal padre: “Mio padre mi ha facilitato, soprattutto all’inizio. Ma la cosa principale è che mi ha fatto conoscere il mio mestiere: oggi so fare solo questo ed è un po’ tardi per cambiare. Anche se ammetto che mi piacerebbe, come al 95% degli attori, aprire un ristorante. Credo, anzi, che tra una quindicina d’anni lo farò, ma non in Italia.”

Intervistato da Il Fatto, Alessandro Gassman ha parlato anche di politica e non ha riservato parole troppo tenere nei confronti di Ignazio Marino, il sindaco della “sua” Roma. Discutendo a proposito dell’incontro con la giornalista Claudia Rossi avvenuto presso il celebre Caffè della Pace in Piazza Navona, l’attore ha dichiarato: “Sto cercando di fare molte interviste qui e non solo perché ci abito vicino. È un posto storico che, come tanti altri a Roma, sta rischiando di chiudere a conferma di un atteggiamento di disinteresse verso i luoghi d’importanza storica da parte di chi gestisce questa città. Mi sembra che anche Ignazio Marino, al quale riconosco una sensibilità verso la cultura sicuramente maggiore rispetto a chi l’ha preceduto, non stia facendo molto.”

Alessandro Gassman rivela un inaspettato lato da attivista sociale e politico: “L’attività che sto portando avanti come ambasciatore dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, mi dà molta soddisfazione: ho fatto un viaggio in Libano e in Giordania per raccontare la vita di artisti che hanno perso la loro possibilità di esprimersi. I recenti fatti di Parigi e Copenaghen ci hanno colpito e riempito gli occhi di immagini cruente e drammatiche. Mi piacerebbe, però, che il nostro sguardo si posasse anche sui duecentomila morti e sui 4 milioni di esuli rimasti senza casa in Siria, su quanto sta accadendo in Nigeria e su quel che succede in zone del mondo alle quali non prestiamo abbastanza attenzione.”

Dopo Marino, Alessandro Gassman ci va giù decisamente più pesante nei confronti del premier Matteo Renzi: “Mi sta antipatico. Certo, gli riconosco una grande energia che spero usi per fare delle cose buone e non gli sono contrario “tout court”. Ma credo che abbia il difetto di prestare poco ascolto alle minoranze ed è una cosa che non si addice a un partito di sinistra.”

L’attore ha anche affermato su Twitter di aver scritto all’attuale premier 86 volte, senza ottenere però alcun riscontro: “Volevo sapere come fare a stanare quella grande massa di corrotti dichiarati, alcuni condannati, altri indagati, che stanno in Parlamento e che con questa nuova legge elettorale resteranno esattamente dove sono. Nessuna risposta…”

Alessandro Gassman boccia anche Beppe Grillo: “Urla, insulta e caccia le persone in modo non democratico. Però sono contento che in Parlamento ci sia una presenza forte di società civile rappresentata dal M5S e credo che sia molto importante che restino lì: molto spesso sono d’accordo con quello che dicono. Mi ritrovo nel contenuto, non nella forma e in questo loro sistema “dittatoriale” interno.”

Fresco del buon successo ottenuto dal suo ultimo film Il nome del figlio diretto da Francesca Archibugi, Alessandro Gassman ne ha quindi per tutti. Tutti, tranne uno, Papa Francesco: “Mi sta molto simpatico perché ha rotto tutti gli schemi, non si riempie d’oro e ha un aspetto molto “terreno”: uno che viene eletto Papa e si presenta dicendo “buonasera” mi piace.”