Sono passati tre anni da quando Alda D’Eusanio in Corso Vittorio Emanuele a Roma, mentre stava attraversando la strada è stata travolta da uno scooter, un terribile incidente che la fece finire in coma come racconta lei stessa in una intervista a Libero:

Sono stata in coma un mese, ho subito la frattura dell’osso occipitale. Non sento più né odori né sapori. A distanza di tre anni ho ancora quattro emorragie cerebrali e violente emicranie. Non mi sono mai pianta addosso, ora però mi dicono che non valgo nulla. E non ci sto.

La giornalista Rai racconta, infatti, i problemi che sta avendo con il risarcimento assicurativo dell’incidente:

L’assicurazione che mi dovrebbe risarcire il danno biologico si è offerta di liquidarmi con una cifra che non coprirebbe neppure parte delle terapie, sostenendo che io professionalmente sia finita perché nessuno mi avrebbe più offerto un lavoro. Non è vero. Avevo firmato un contratto come ospite per Verdetto finale, dopo 4 delle 30 puntate ho dovuto rinunciare per colpa delle emicranie. Poi mi hanno offerto la conduzione della stessa trasmissione, e quest’anno la prima serata con Miracoli, cui mi ha addolorato dover dire no.

Il motivo per cui non la vediamo più così spesso in televisione è quindi dovuto ai problemi fisici con cui oggi, dopo tre anni, ancora combatte:

Trovo ingiusto che vita e attività possano essere cancellati così. Non ho mai raccontato la mia sofferenza, in questo mestiere se dici che sei malato, hai chiuso. Dalla mia ho Raffaele Gerbi, che con il suo studio medico legale mi renderà giustizia, ma penso alle tante vittime della strada che non hanno voce per farsi sentire.

Un sincero in bocca al lupo ad Alda.