Si respira l’atmosfera elettrica delle grandi manifestazioni sulla Croisette, dove nella giornata odierna sta prendendo forma il Festival di Cannes 2017.

In attesa della serata di apertura, affidata alla bellezza della madrina Monica Bellucci, i giornalisti e gli addetti ai lavori hanno avuto modo di vedere arrivare i giurati che decideranno il vincitore della Palma d’oro.

Paolo Sorrentino, Will Smith, Agnes Jaoui, Jessica Chastain, Fan Binging e il presidente Pedro Almodovar sono stati infatti fotografati mentre si recavano nelle loro stanze d’hotel ,preparandosi per la cerimonia di gala.

Nel frattempo la stampa ha già avuto modo di vedere in anteprima il film di apertura della 70esima edizione del Festival, ovvero Les Fantômes d’Ismaël di Arnaud Desplechin.

Sono tantissime le star attese sul red carpet della kermesse francese: Nicole Kidman, Isabelle Huppert, Julianne Moore, Colin Farrell, Ben Stiller, Adam Sandler, Dustin Hoffman, Emma Thompson, Elizabeth Moss, Jake Gyllenhaal, Eva Green, Emmanuelle Seigner Tilda Swinton, Elle Fanning e Kirsten Dunst, per citare solo alcune delle più famose.

Si tratta di un’edizione relativamente in sottotono per l’Italia, che nel concorso principale non è riuscita a piazzare alcun film. Nelle sezioni collaterali Un Certain Regard e la Quinzaine des réalisateurs però il tricolore sventola orgoglioso: nella prima troviamo Fortunata di Sergio Castellitto e Dopo la guerra di Annarita Zambrano, mentre nell’altra addirittura tre pellicole, ovvero L’intrusa di Leonardo Di Costanzo, Cuori puri di Roberto De Paolis e A Ciambra di Jonas Carpignano. E non dimentichiamo Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, la cui proiezione speciale apre la Semaine de la Critique.

Quest’anno sembra che i temi più gettonati siano quelli del terrorismo e dell‘immigrazione: è proprio dei campi profughi “invisibili” che dovrebbe trattare il favorito Happy End di Michael Haneke, mentre Jupiter’s moon di Kornel Mundruczó racconta allegoricamente i tentativi di attraversare un confine di un giovane immigrato. Fatih Akin nel suo In the fade racconta di una donna turco-tedesca che dopo un attentato ad Amburto vuole avere vendetta per il lutto subito.