Ospite speciale di ieri a “I Protagonisti“, segmento de “L’Arena” condotto da Massimo Giletti, è stato Al Bano Carrisi. Nell’accorata intervista il cantante ha parlato della sua carriera, fin da quando divenne famoso con il suo primo trionfo “Nel sole“, che vendette un milione e mezzo di copie. A quel punto Al Bano ha ricordato le raccomandazioni iniziali del padre, che lo invitava fin dall’inizio a rimanere con i piedi per terra:

“Mio padre diceva sempre: ‘Stai attento perché il successo così come arriva può finire’. Lui non ha mai permesso a nessuno di montarsi la testa“.

Carriera a parte, Giletti subito dopo si è addentrato nella questione spinosa riguardante la scomparsa della figlia Ylenia Carrisi, dichiarata deceduta nel dicembre 2014, dopo istanza di morte presunta presentata dallo stesso Al Bano. Il cantante si è lasciato andare ai ricordi, parlando del carattere irrequieto della figlia:

Non c’era nessun modo di poterla fermare, di poterle far cambiare idea. Lei era in Belize, dove andavano tutti quelli che seguivano la cultura degli ‘homeless’. Era fatta così”.

Una ferita ancora aperta quella dell’artista di Cellino San Marco tanto che, colto dall’emozione durante il racconto dell’ultima telefonata di Ylenia, ha chiesto di non parlarne più:

“L’ultima telefonata di mia figlia la ricordo bene. Ricordo che vidi cinque gatti neri di fronte casa mia, non li avevo mai visti. Avevo un piccolo presepe, prese fuoco. Furono piccoli segnali negativi. Lei a telefono mi disse: ‘Dai non voglio parlare con questo coso di plastica, ci vediamo da vicino”. E poi basta. Ma ti prego, fermiamoci, parliamo altri cinque minuti poi basta perché non ce la faccio“.