Dopo un lungo silenzio carico di mistero gli Afterhours hanno annunciato oggi l’uscita del loro nuovo album, intitolato Folfiri o Folfox, la cui uscita è prevista per il 10 giugno su etichetta Universal.

Il successore di Padania sarà un doppio album, ma anche e sopratutto un nuovo inizio per la band, che durante questi quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro ha attraversato momenti difficili, come ha ricordato lo stesso Manuel Agnelli.

A modificare la formazione del gruppo è stata la defezione di due membri molto importanti, lo storico Giorgio Prette e il chitarrista Giorgio Ciccarelli, sostituiti da Stefano Pilia (Massimo Volume) e Fabio Rondanini (Calibro 35).

E d’altro canto di dolore e rinnovamento parla anche l’album, il cui titolo – ancora una volta interlocutorio come lo era stato per il politico Padania – fa riferimento a due trattamenti differenti per la chemioterapia. Il cancro infatti è uno dei temi del disco, anche come elaborazione del lutto seguito alla perdita di alcune persone vicine al gruppo.

Una decisione importante, quella che riguarda il lavoro degli Afterhours (tra i protagonisti del prossimo Postepay Rock in Roma) che è stata presa anche in vista della consapevolezza guadagnata in merito al ruolo dei gruppi rock al giorno d’oggi. Come riportato in un’intervista a Rolling Stone, per Agnelli l’unica missione rimasta è quella di “raccontare cose scomode, perché ormai il rock&roll rivoluzionario non lo è più da tempo.”

D’altro canto, riflette il cantante nel corso di un reportage esclusivo di Repubblica, non è più possibile rifarsi alle etichette e alle mode del passato ed è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà raccontandone anche gli aspetti spesso sottaciuti: “L‘alternativa non esiste più: è solo una parola vuota che definisce un genere musicale e non è neppure un genere musicale più libero degli altri. Oggi, anzi, è sempre più spesso vincolato a egoismi e a un’estetizzazione estenuata, è solo moda, non è neanche più un’attitudine. Bisogna andare dove c’è la gente ma naturalmente portando se stessi”.