Questa sera e domani andrà in onda su Rai 1 dalle 21.10 la mini serie dedicata alla figura industriale e politica di Adriano Olivetti lo Steve Jobs italiano.

“Io voglio che la Olivetti non sia solo una fabbrica, ma un modello, uno stile di vita. Voglio che produca libertà e bellezza perché saranno loro, libertà e bellezza, a dirci come essere felici”.

Si può forse riassumere in questa frase, fulcro di un discorso appassionato ed esaltante, pronunciato da Adriano Olivetti davanti agli operai della sua fabbrica a Ivrea,  l’idea guida che ha condotto alla realizzazione di un film in due parti, per la regia di Michele Soavi, dedicato alla figura dell’industriale che portò, nel secondo dopoguerra, l’azienda italiana delle macchine da scrivere ad essere una delle più moderne e competitive anche in ambito internazionale.

Il film racconta la vita dell’uomo che costruì il primo computer al mondo (grazie anche all’intuizione e al lavoro del figlio Roberto), ma che non smise mai di sognare un futuro diverso per il suo Paese e un’industria al servizio  della comunità, fino alla sua inspiegabile morte, per infarto fulminante, su un treno per Losanna nel 1960, ad appena 59 anni. A interpretare l’imprenditore illuminato di Ivrea, ingegnere, politico e uomo di cultura,  è stato chiamato uno degli attori più amati dal pubblico, Luca Zingaretti. Accanto a lui, un bel cast dà corpo alle donne e agli uomini, collaboratori, amici e nemici  che circondarono la vita di Adriano Olivetti. Stefania Rocca è Karen Bates, l’aviatrice americana che il giovane industriale aveva salvato dai nazisti e che poi rincontrerà, ignorandone il ruolo di agente inviata in Italia dalla Cia per spiarlo, figura che nel film è vagamente romanzata. Massimo Poggio è il compagno d’infanzia Mauro Barale, che poi lo tradirà, passando alla concorrenza. Francesca Cavallin è la bellissima prima moglie Paola Levi, mentre Elena Radonicich è Grazia, la seconda importante donna della sua vita . Roberto Accornero veste i panni di Enrico Fermi e Francesco Pannofino quelli di Dalmasso, industriale del novarese acerrimo oppositore di Olivetti e delle sue idee progressiste.