Si è spento nella notte, all’età di 84 anni, lo storico conduttore televisivo Luciano Rispoli. A dare la notizia il collaboratore Mariano Sabatini, che ha parlato di “una lunga malattia”, al termine della quale è morto circondato dalla sua famiglia nella casa di Casalpalocco.

Sabatini ha voluto ricordare il suo mentore ringraziandolo per il grande privilegio di aver collaborato per quindici anni con un padre fondatore della tv:Da Rispoli ho imparato tanto. Tutto. E mi dispiace che purtroppo questa Rai a cui aveva dato tantissimo negli ultimi anni lo aveva dimenticato, provocandogli grande rammarico”.

Nato nel 1932 a Reggio Calabria, Rispoli inizialmente ha debuttato nel mondo dello spettacolo come voce radiofonica, partecipando alle Radiosquadre, e poi passando alla conduzione di Buttafuori e come autore e ideatore di programmai quali Bandiera gialla, Chiamate Roma 3131 e La corrida. Tra i suoi meriti anche la scoperta di personaggi quali Maurizio Costanzo, Raffaella Carrà, Paolo Villaggio e Paolo Limiti.

Negli anni ’70 c’è il passaggio al mezzo televisivo: nelle domeniche del 1975 si ricorda la su trasmissione L’ospite delle due, primo talk show della tv italiana, mentre su Rai 1 e Rai 2 seguiranno tutta una serie di conduzioni in programmi di vario genere quali Pomeridiana, Il gioco dei mestieri, Pranzo in tv, La grande corsa, Una grande occasione e Parola mia.

Sempre all’insegna di una conduzione garbata, rispettosa e all’insegna di una concezione della tv pubblica quale strumento di edificazione civile, Rispoli ha poi lasciato la Rai per Telemontecarlo nel 1990, passando alla conduzione di un game show, Ho fatto 13!!! In seguito si ricordano il lunghissimo talk show Tappeto volante, per poi ritornare in Rai grazie a Casa Rispoli e una nuova edizione di Parola mia voluta dal direttore Giovanni Minoli.

Se ne va dunque uno dei grandi protagonisti della migliore stagione televisiva nostrana, una personalità che è arrivata nelle case degli italiani sempre in punta di piedi, capace di intrattenere il pubblico senza mai scadere nella volgarità fine a se stessa e nel gossip tossico.