Stop a sorpresa per gli AC/DC, che si vedono costretti a rinviare le ultime 10 date americane del Rock or Bust tour a causa dei seri problemi di salute del cantante Brian Johnson. L’annuncio arriva direttamente dal sito ufficiale della storica band australiana, dove si apprende che i medici hanno consigliato a Johnson di “fermare immediatamente il tour perché rischia la perdita totale dell’udito“.

Gli AC/DC annunciano quindi che i concerti programmati dall’8 marzo, ad Atlanta, al 4 aprile, a New York, verranno recuperati entro la fine dell’anno “probabilmente con un nuovo cantante”. Nessuna comunicazione ad ora pervenuta per quanto riguarda invece le 12 date programmate in Europa tra il 7 maggio e il 12 giugno.

A subire l’inevitabile slittamento sarebbero dunque solo i seguenti appuntamenti:

  • 8 marzo: Atlanta, GA Philips Arena
  • 11 marzo: Ft. Lauderdale, FL BB&T Center
  • 14 marzo: Greensboro, NC Greensboro Coliseum
  • 17 marzo: Washington, DC Verizon Center
  • 20 marzo: Detroit, MI The Palace
  • 23 marzo: Columbus, OH Nationwide Arena
  • 26 marzo: Cleveland, OH Quicken Loans Arena
  • 29 marzo: Buffalo, NY First Niagara Center
  • 1 aprile: Philadelphia, PA Wells Fargo Center
  • 4 aprile: New York, NY Madison Square Garden

Insospettito da una serie di preoccupanti mal di testa e da un martellante acufene (disturbo uditivo che include fischi e ronzii) che non gli dava tregua dall’inizio del tour, Brian Johnson avrebbe deciso di sottoporsi ai controlli di un’equipe di specialisti. Dopo una serie di approfondite analisi i medici gli hanno quindi ordinato di sospendere immediatamente l’attività live. Il cantante degli AC/DC, entrato nel gruppo nel 1980, a seguito della morte di Bon Scott, rischierebbe infatti di diventare totalmente sordo. Per lo storico gruppo si tratta tuttavia solo dell’ultima di una lunga serie di disavventure, iniziate con il ritiro dalle scene del fondatore degli AC/DC ed ex chitarrista Malcolm Young (colpito da demenza nel 2014 e sostituito dal nipote Stevie Young), quindi proseguite con l’allontanamento dalla band del batterista Phil Rudd, prima accusato di omicidio, poi arrestato con l’accusa di minacce e abuso di droga (ora sostituito da Chris Slade).