Era il 10 aprile del 1932 quando ad Alessandria d’Egitto nasceva Michel Dimitri Shalhoub, conosciuto, poi, dal resto del mondo come Omar Sharif.

Un uomo, diventato attore per caso, che ha partecipato a più di 160 pellicole, portando i suoi occhi magnetici sugli schermi di tutto il mondo.

Egiziano con madre libica, la sua è sempre stata una vita in bilico: da cristiano a musulmano per amore (sul set del suo primo film conosce Faten Hamama, e si convertirà all’Islam pur di sposarla), da laureato in matematica ad attore.

La sua carriera cinematografica inizia nel 1953, quando viene notato dal giovane regista Youssef Chahine che lo vuole come protagonista maschile del suo film, ma la consacrazione internazionale quando entra nel cast di “Lawrence d’Arabia” nel 1961 insieme a mostri sacri del cinema come Peter O’Toole e Anthony Quinn.

La successiva nomination all’Oscar e il secondo film con David Lean, che lo sceglie per interpretare il Dottor Zivago nel 1965, che gli spalanca le porte del cinema mondiale. Ma la fama improvvisa porta Omar Sharif nell’incubo del gioco: la sua più che promettete carriera diventa lo strumento per pagare i debiti di gioco.

Tracollo finanziario e personale, fino al 2003 quando è protagonista di “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano” di Francois Dupeyronche gli vale l’Orso d’Oro alla Carriera alla Mostra di Venezia.