Un botanico francese di mezza età è a Levanzo per organizzare il matrimonio di suo fratello. Ad aiutarlo la migliore amica della sposa, una donna silenziosa e osservatrice. L’isoletta delle Egadi li accoglie con semplicità, perciò preparare e organizzare tutto, dall’abito della sposa all’animazione musicale, sarà un’impresa ardua. Bussa alle porte di queste due persone insieme per forza qualcosa di più di una collaborazione o di un’amicizia. Sarà un’avventura estiva o un infrangersi del desiderio su una inaspettata scogliera sentimentale?

Il nuovo lavoro del regista Rolando Colla è impregnato di Sicilia. L’isoletta di fronte a Trapani, selvaggia e decadente è una location che produce visivamente le stesse potenzialità della relazione raccontata. Una natura incontaminata e sfuggente circondata da mare cristallino, eppure punteggiata di fari diroccati, muri scrostati e tanto lavoro da finire in tempo. Dall’altra parte un uomo e una donna con tanti non detti che emergono, senza troppe parole, in una narrazione scarna, aspra e sincera nella misura in cui non si cercano colpi di teatro, picchi emotivi telefonati o soliti svarioni smielati da grande schermo. Tutto ciò che succede e non succede viene messo in scena ricercando un’estetica da cinema del reale. In forma e sostanza. Così i personaggi non plateali di Bruno Todeschini e Alessia Barrela si incrociano e si rincorrono in fuga e alla ricerca di qualcosa al tempo stesso. Un po’ come succede nella realtà a certe storie d’amore nate per sbaglio. È la realtà che s’insegue. Nessuno spot del mare siculo. Immersioni e barche di pescatori sì, ma in una sobrietà spartana che rispecchia il concept del film. In una totale assenza di patinatura ci liberiamo allora con capelli spettinati, corpi non staturari da spot, ma vibranti, realistici. Al costo di connetterli, coraggiosamente, anche a brevi momenti un po’ stanchi, di noia e incertezza. Come la vita vera del resto.

Questo film tutto estivo sarà nei cinema dal 24 agosto, e potrà far passare a chi è rimasto in città quasi due ore di rincorsa alle spiagge, seguendo una love story che si potrebbe definire della porta a canto se non parlassimo di Levanzo. Essendo raccontata intorno a persone over 40, ogni tono è molto calibrato, maturo e rivolto a un pubblico più riflessivo che in cerca di emozioni stremanti. Colla osserva a modo suo il disincanto di un uomo in bilico, la repressione di una donna che vorrebbe volar via, li mette alla prova e li circonda di un’isola con le sue usanze e i suoi canti, stretti anche intorno al set. Da sottolineare anche il personaggio della padrona dell’albergo. Le regala l’anima Rori Quattrocchi, attrice caratterista che riesce a far fiorire sempre i suoi personaggi (solitamente anziane del profondo sud) anche quando reclusi a poche battute. Qui, seppur laterale ai protagonisti, ha dei momenti, insieme al figlio e senza, che valgono buona parte della visione del film.