Pete Docter, regista di Inside Out, nel suo “Acceptance Speech” agli Oscar 2016 ha detto che fare film può aiutare a superare i più brutti momenti della vita. Il cinema non solo possiede la capacità di mostrarci realtà diverse da quella in cui viviamo, ma anche di renderci queste diversità più comprensibili.

In questo momento in cui l’Italia è sotto i riflettori del mondo per il DDL Cirinnà, le unioni civili e la stepchild adoption, per non rischiare di giudicare ciò che non si conosce, la settima arte ci viene in soccorso ed è a lei che bisogna affidarsi per chiarirci le idee. Se la paura viene dalla non conoscenza, ecco i 6 film da vedere per avvicinarci a questi temi ed entrare, per qualche ora, nella vita di chi in questi giorni, rivendica i propri diritti:

1. CAROL

  di Todd Haynes

In una New York anni 50, si consuma la storia amore tra Carol Aird (Cate Blanchett), donna borghese,prigioniera di  un matrimonio senza amore e Therese Bellivet (Rooney Mara), giovane commessa con la passione per la fotografia. Tratto da un libro di Patricia Highsmith, The Price of Salt, il film è diretto dalle sapienti e intense mani di Todd Haynes, a cui dobbiamo capolavori come Lontano dal Paradiso, Mildred PierceIo Non Sono Qui.

Per citare lo stesso regista, il film ci racconta gli effetti “universali” dell’innamorarsi e di tutte le insicurezze che questo stato si porta dietro. A causa all’effetto empatico del cinema però, è impossibile non soffrire con la protagonista quando, a causa di questo sentimento, visto come un disturbo psichico, il marito le proibisce di avvicinarsi alla figlia. Il dolore di non poter vivere liberamente una relazione, unito al controsenso di  dover rinunciare all’amore “per amore” ci avvicina a Carol, a Therese ed a chi come loro ha vissuto, vive o vivrà una situazione simile.

2. WEEKEND

di Andrew Haigh

E’ l’opera prima di Andrew Haigh, consacrato al successo con 45 anni e la candidatura all’Oscar di Charlotte Rampling ed esce nelle sale italiane tra qualche giorno, proprio come tributo al regista.

E’ l’inizio del weekend del titolo, Russell e Glen si conoscono in un locale e passano la notte insieme. Il giorno dopo, invece di limitare l’incontro ad un’avventura di una notte, i due si scoprono pian piano, si confrontano, passeggiano, si innamorano, si confessano peccati, paure, passato e voglia di futuro.

Presentato per la prima volta al  SXSW Film Festival nel 2011, il film fu definito il “Prima dell’Alba” in versione gay  ma, come per Carol, in questo caso di omosessuale c’è solo lo stesso sesso dei protagonisti, il resto è emozione, desiderio, tensione sessuale, paura ma anche voglia di abbattere ogni muro emotivo per entrare l’uno nella vita dell’altro. Come ha detto lo stesso Haigh: “Russell e Glen sono due uomini che attraversano la vita in modi diversi ma entrambi cercano la stessa cosa: il loro posto nel mondo”. Nulla è più universale e condivisibile  di questa ricerca.

3. IMPROVVISAMENTE L’INVERNO SCORSO

di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

C’era una volta il 2007 ed un primo disegno di legge per le unioni civili, allora chiamate unioni di fatto, veniva presentato. Alzi la mano chi ricorda i DICO ed il loro fallimento. Luca Ragazzi e Gustav Hofer, raccolsero le testimonianze di politici, gente comune, associazioni pro e contro e diedero vita a Improvvisamente l’Inverno Scorso, documentario da loro scritto, diretto e interpretato che risulta utile da vedere ( in programmazione su Netflix) per ricordarci come eravamo e quali potrebbero essere gli errori già commessi. In questo caso, il cinema diventa un diario di bordo per rinfrescarci la memoria.

4. I TONI DELL’AMORE

( Love is Strange) di Ira Sachs

Approvati i matrimoni gay, Ira Sachs ci mostra cosa succede dopo. A New York, Ben (John Lithgow) e George (Alfredo Molina), insieme da 39 anni, finalmente si sposano. Questa ufficializzazione non è gradita alla scuola cattolica presso cui George insegna e l’uomo viene licenziato.

Costretti a cercare un appartamento adatto alle loro finanze, i due dovranno vivere temporaneamente separati facendosi ospitare da vicini di casa e parenti. Ira Sachs ci apre le porte del mondo di Ben e George, una vita condivisa che ci stupirà per il suo essere tradizionale e abitudinaria. Se Carol e Weekend ci raccontano l’universalità dei sentimenti, questo film ci svela la loro romantica ordinarietà.

5. I RAGAZZI STANNO BENE 

di Lisa Cholodenko

La famiglia arcobaleno in versione americana, composta da due madri, Jules (Julianne Moore) e Nic (Annette Benning) e due figli (Josh Hutcherson e Mia Wasikowska) avuti dallo stesso donatore. Lo spuntare del padre biologico (Mark Ruffalo) destabilizzerà temporaneamente l’equilibrio di questa famiglia.

Presentato al Sundance Film Festival nel 2010 e candidato all’Oscar come miglior film, I Ragazzi Stanno Bene ritrae una famiglia imperfetta come lo sono quelle tradizionali. Non ci sono problemi che un nucleo familiare “normale” non si sia trovata ad affrontare. Ci sono i litigi , le incomprensioni e l’adolescenza dirompente dei due ragazzi. Il senso di famiglia e i legami tra i suoi componenti si trovano ad essere più forti di qualsiasi elemento di disturbo, compreso il tradimento. La normalità di questa famiglia rassicura, diverte e commuove.

6. KUNG FU PANDA 3 

di Jennifer Yuh e Alessandro Carloni

Il terzo capitolo delle avventure del panda Po, diretto da un italiano, Alessandro Carloni, che ha affiancato Jennifer Yuh per questo episodio, vedrà il corpulento protagonista alle prese con la minaccia di un vecchio guerriero, il perfido Kai. Per poter sconfiggere il male, Po potrà contare sull’aiuto della sua famiglia composta dal padre adottivo Mr Ping ed il ritrovato padre biologico.

La Dreamworks ci aiuta a riflettere, con l’animazione, su quanto possa essere potente una famiglia unita, anche se non convenzionale. La forza del legame che unisce Po ai suoi due papà, lo renderà il miglior maestro guerriero al mondo.