Sale la febbre per l’arrivo al cinema di “50 Sfumature di Grigio”, ma porta con sé uno strascico di polemiche. Mentre milioni di appassionate non vedono l’ora di ritrovare Christian Grey e Anastasia Steele sul grande schermo, alcuni gruppi statunitensi contro la violenza domestica protestano in merito alla distribuzione della pellicola. E nasce così l’hashtag #50dollarsnot50shades, per una raccolta fondi in favore delle vittime di abusi.

La campagna, così come riporta Mashable, è supportata da diverse organizzazioni statunitensi e canadesi, come il London Abused Women’s Centre Canada, il National Center on Sexual Exploitation, Stop Porn Culture e molti altri. L’obiettivo è quello di convincere le ammiratrici a boicottare il film, affinché versino il denaro di biglietti, popcorn e gadget al supporto di associazioni e rifugi per donne vittime di aggressione.

«Hollywood non ha bisogno dei tuoi soldi, le donne abusate sì»: così recita uno dei tanti slogan dell’iniziativa. La scelta del film, già record di prenotazioni ancora prima della première pubblica, è inoltre tutt’altro che casuale: la trama parla di una relazione dominante, quella con cui Mr Grey convince la compagna a sottoporsi a insolite pratiche erotiche. E per quanto affascinante possa risultare dal punto di vista letterario e cinematografico, le associazioni coinvolte tengono a precisare come poche donne «finiscano come Anastasia», poiché «spesso arrivano nei rifugi per donne, scappano per anni o sono decedute». Il timore, in altre parole, è che il film possa contribuire a un’interpretazione distorta di alcuni rapporti squilibrati fra uomo e donna.

Un iniziativa certamente dalle motivazioni profonde e attuali, anche in considerazione dei sempre frequenti reati ai danni del genere femminile. A discolpa della produzione, tuttavia, è altrettanto doveroso ricordare come quella fra i protagonisti sia una relazione consensuale, mediata dalla fantasia narrativa. Non resta quindi che attendere il 12 febbraio, quando la pellicola approderà nelle sale, per un giudizio più esaustivo sull’opera hollywoodiana.

Fonti: Mashable, Time