Non che qualcuno si sarebbe mai aspettato un flop, ma lo straordinario successo di 50 Sfumature di grigio sta sorprendendo anche gli addetti ai lavori più ottimisti.

Il film diretto da Sam Taylor-Johnson ha infatti ormai conquistato con prepotenza il podio della classifica del box-office, staccando gli altri rivali di innumerevoli lunghezze e ottenendo incassi record.

In Italia la trasposizione cinematografica del romanzo di E. L. James in soli 4 giorni ha portato nelle casse della Universal Pictures ben 8,5 milioni di euro, per un totale di 1,1 milioni di spettatori.

Particolarmente imponenti i dati riguardanti il comportamento di 50 Sfumature di grigio nel fatidico giorno di San Valentino, che d’altro canto era stato scelto dalla distribuzione proprio per l’alto potenziale romantico del film: sono stati infatti 2,3 i milioni incassati il 14 di febbraio.

Si tratti di incassi impressionanti anche perché il film fa a meno di tutto il pubblico di minorenni, dato che la pellicola in Italia è stata vietata ai minori di 14 anni (mentre negli Stati Uniti il film ha ottenuto il rating “R”, ovvero il divieto ai minori di 17 anni non accompagnati).

In America, con un giorno in meno di proiezione – 50 Sfumature di grigio ha fatto il suo debutto in patria il 13 febbraio – il film con protagonisti Dakota Johnson e Jamie Dornan ha raggranellato ben 81,7 milioni di dollari, con una media per sala di 22,400 dollari: un dato che lo rende il film più performante di sempre nel weekend di San Valentino.

Va ancora meglio per quanto riguarda il mercato internazionale: per ora distribuito in 58 Paesi, dove ha ricevuto limitazioni di età differenti in base agli organi di classificazioni locali, 50 Sfumature di grigio  ha fino ad adesso incassato 158 milioni di dollari.

L’incasso globale della pellicola si aggira dunque intorno ai 250 milioni di dollari, un risultato che avrà di sicuro ampiamente ripagato i non indifferenti investimenti produttivi e promozionali, destinato senza dubbio a crescere nel tempo.

Non sono ovviamente mancate le polemiche per un film che è stato sulla punta della lingua del pubblico sin dalle prime fasi di lavorazioni.

Alcune associazioni rappresentati la comunità BDSM hanno infatti lamentato una descrizione delle dinamiche sessuali del tutto avulse dalla realtà dei fatti, in cui pratiche del genere sono legate a rapporti di fiducia reciproca e ogni possibilità viene concordata sin dall’inizio in base a regole esplicite e universalmente conosciute.

In molti tra critici e recensori hanno poi osservato come in 50 Sfumature di grigio si delinei un rapporto di dominazione non tanto a livello sessuale ma sul piano politico-sociale: la protagonista Anastasia sarebbe infatti ritratta in posizione subalterna rispetto al miliardario Grey, configurandosi come il prototipo della donna sottomessa che accetta passivamente desideri e limitazioni maschili.