Alice, la figlia di un celebre regista di Hollywood, vive a New York ma si è separata recentemente dal marito. Il trasferimento nella villa di famiglia a Los Angeles con le due bambine, la madre vicina di casa e la nuova vita vengono agitati da tre ragazzotti arrivati in città col sogno di girare un film. E tutto questo al compimento dei quarant’anni di lei. Invaghirsi di un ragazzo molto più giovane sarà la strada giusta? Reese Whiterspoon interpreta questa donna in crisi nella commedia rassicurante come un divano a dondolo 40 sono i nuovi 20. Dal titolo potrebbe far pensare ad una di quelle farse su una cougar alle prime armi, magari un po’ sguaiata e tendenzialmente demenziale. Invece no. Tutto è molto patinato, politicamente corretto, a volte ai limiti del caramelloso. Le perplessità esistenziali sull’età sono leggere e senza colpi bassi per il pubblico. La vita di questo personaggio, come se non bastasse lo vede alle prese con un nuovo lavoro.

La regia dell’esordiente Hallie Meyers-Shyer riesce sempre a trovare la strada per l’ammiccamento. Ma non va molto oltre. La struttura narrativa fa pensare con nostalgia a un ipotetico film di Woody Allen: una donna rimasta sola ad essere capofamiglia, una grande casa piena di ricordi, tre ragazzi ospiti che si integrano anche legandosi alle bambine, la storia sentimentale sgattaiolando come amanti a notte fonda, la famiglia allargata al ritorno prepotente dell’ex-marito e un pizzico di metacinema. Mancano dialoghi pepati, colpi di scena ben preparati, ma soprattutto, la musica, con dei buoni pezzi jazz che avrebbero intrigato il pubblico. La colonna sonora invece si spalma nelle orecchie appiccicosa come anonima melassa, con melodie blande da centro commerciale anni ottanta o da film del pomeriggio nel periodo di ferragosto. Prodotto decisamente di cassetta venderà discretamente in tutto il mondo, anche e soprattutto nei circuiti televisivi, ma cinematograficamente ci troviamo di fronte a un’opera che strappa qualche sorriso, finge di volerci far riflettere e desta interesse giusto per gli attori, soprattutto i tre freschi e bravi nel brillante, che interpretano i cineasti in erba.

Commedia romantica senza pretese, 40 sono i nuovi 20 si avvale comunque di un cast interessante che lo salva dalla noia, a partire dalla Whitespoon, che fa sempre il suo. Invece Nat Wolff lo abbiamo visto recentemente in una parte importante ma drammatica in In dubious battle di James Franco. Qui fa l’attore confidente di Alice, la loro dolce padrona di casa. Jon Rudnitsky è uno stand-up comedian del Saturday Night Live. Qui esordisce alla grande davanti alla macchina da presa e aggiunge ritmo con il suo character, il promettente sceneggiatore che lega con le figlie di Alice. Il ruolo del Romeo senza balcone spetta invece a Pico Alexander, caratterista di bell’aspetto. Messi insieme risultano affiatati e ben assortiti. Infine la parte dell’ex che ritorna gettando scompiglio è spettata a Michael Sheen. Ma dimenticatevi il suo Tony Blair visto in The Queen, perché adesso ci sfoggia una stazza da peso massimo e un’instabilità sentimentale inedite per i suoi personaggi passati. Il film sarà nelle sale dal 12 ottobre ad opera di Eagle Pictures e Leone Film Group.