300 L’alba di un Impero (qui la scheda del film) esce nelle sale italiane il prossimo 6 marzo. La storia la conosciamo tutti, o perlomeno dovremmo conoscerla tutti: i brutti brutti e selvaggi Persiani vogliono invadere la bella bella e civile Grecia. L’ateniese Temistocle (Sullivan Stapleton) uccide il re Dario con una freccia lanciata da più o meno un chilometro di distanza, e poiché è bravo bravo, ma anche scemo scemo, uccide il sovrano, ma non fa fuori anche il figlio Serse (Rodrigo Santoro) che, incattivito, decide di farla pagare a lui e a tutta la razza sua con una guerra che incenerirà le città-stato elleniche.

In più al fianco di Serse c’è anche una ragazza cattiva cattiva, Artemisia (Eva Green), sorella adottiva dal sangue greco che, tradita dalla sua gente, trova nella Persia e nelle sue armi la pace, almeno fino a quando non conosce Temistocle che vorrebbe uccidere, ma anche portarsi a letto perché alla fine è un figo da paura.

E così, tra sangue pastoso che schizza via a volontà, i 300 già crepati qualche anno fa e le tette di Eva Green, che da donna, apprezzo anch’io (immaginate voi uomini), 102 minuti passano più o meno in fretta, nonostante le aspettative, probabilmente basse, con le quali ci si approccia alla pellicola: sapete com’è, di solito prequel e sequel lasciano sempre un po’ il tempo che trovano, figuriamoci questo episodio – vien da pensare – che in sé racchiude effettivamente sia l’antefatto che un mezzo epilogo. Dico mezzo perché il finale è decisamente aperto e una fine ancora non si vede (qui alcune immagini del film).

All’israeliano Noam Murro, l’arduo compito di migliorare il lavoro già kitsch di Zack Snyder non è venuto un granché bene: le teste staccate dal corpo, gli arti volanti, l’ira funesta di Serse dio re l’avevamo già vista e ne avevamo già piene le tasche, forse stavolta sarebbe stato meglio alleggerire un po’ la trama da cotanto rosso e provare a non bissare un lavoro che, qualche anno fa è riuscito a fare la storia del digitale, ma che stavolta doveva provare a superare se stesso andando oltre il confine auto-imposto 7 anni fa.

Citazione top:Abbiamo scelto di morire in piedi, pur di non vivere in ginocchio” (Temistocle).

Voto: 6-