Ilan Halimi era un giovane di 23 anni morto perché ebreo e il film “24 jours, la vérité sur l’affaire Ilan Halimi“, in onda in prima Tv su Rai2, racconta questa ennesima follia dell’odio antisemita.

Rai 2 dedica l’intera serata del 7 maggio, dalle ore 21.15, alla figura della giovane vittima con lo speciale Virus – Il contagio delle idee, condotto da Nicola Porro, dall’Auditorium Conciliazione di Roma e in collaborazione con il progetto Dreyfus. Ad aprire il dibattito molti volti noti dello spettacolo e del cinema – Alessandra Martinez, Beppe Fiorello, Giulio Scarpati, Giorgio Passotti, Massimo Ghini, Max Giusti e Giuliano Ferrara – che sono i portavoce di un messaggio forte e deciso contro ogni forma di terrorismo e fondamentalismo. A loro fa seguito la voce consapevole di Ruth Halimi, madre di Ilan Halimi, decisa a far conoscere al mondo la folle tragedia che ha colpito suo figlio.

Chi era Ilan Halimi?

Ilan era un ventitreenne ebreo francese di origini marrocchine che, il 21 febbraio 2006, fu rapito da un gruppo di estremisti islamici a scopo di estorsione. Fu ritrovato nudo e agonizzante, dopo 24 giorni di sevizie, lungo un binario ferroviario: aveva bruciature per l’80% del corpo. Ilan fu vittima non solo degli estremisti ma anche delle autorità francesi che per 24 giorni negarono la matrice antisemita del rapimento. Il film 24 jours, la vérité sur l’affaire Ilan Halimi di Alexandre Arcady ripercorre le tragiche vicende della vittima e il dramma della famiglia.

Al termine del film segue un dibattito condotto da Nicola Porro con l’Imam Yahya Pallavicini, presidente della Comunità araba italiana Coresi; Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma e Monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia.