Duecento anni fa, il sei novembre 1814, nasceva a Dinant, in Belgio, Antoine Joseph Sax, il cui nome è indissolubilmente legato alla più celebre tra le sue creazioni: il sassofono, che fece la sua prima apparizione pubblica nel 1841 presso l’Exposition de l’Industrie di Bruxelles.

Dal padre, costruttore e progettista di strumenti a fiato tradizionali, Antoine (detto Adolphe) ereditò un innato talento ed è proprio nella fabbrica di famiglia che ha inizio la sua formazione. Studierà in seguito flauto e clarinetto al Conservatorio di Bruxelles ed è qui che nacque l’idea di perfezionare tali strumenti. Fin dalla tenera età si dedicò dunque alla sperimentazione, giungendo ad elaborare, nel 1844, la sua celebre legge acustica: “Il timbro di un suono è determinato dalle proporzioni della colonna d’aria e non dal materiale del corpo che la contiene”. Intuizione che gli permise di realizzare strumenti perfetti per intonazione, timbro ed estensione e di caratteristiche sonore e tecniche omogenee tra i membri più gravi e quelli più acuti della stessa famiglia.

Il suo primo lavoro importante fu sul clarinetto basso, di cui brevettò un nuovo modello all’età di soli 20 anni. Contemporaneamente comincia a disegnare gli schemi di un nuovo strumento. Sarebbe stato come un “incrocio” tra un legno e un ottone ed era necessario che potesse integrarsi agli strumenti a corda. È così che, dal nome del suo ideatore, nacque il sassofono. In esso Adolphe unì l’imboccatura ad ancia semplice del clarinetto; un sistema di chiavi ispirato al clarinetto, all’oboe e al flauto ed un canneggio conico in metallo. Questo “ibrido”, pur appartenendo alla famiglia dei legni ed avendone la flessibilità tecnica, permetteva un grande volume di suono, paragonabile a quello degli ottoni. Sax produsse il suo primo strumento nel 1841 e, nel 1842, si trasferì definitivamente a Parigi dove continuò la sua sperimentazione, avviando al contempo la commercializzazione del suo strumento ed ottenendo nel 1846 un brevetto di quindici anni che copriva ben tredici modelli.

Inizialmente il sassofono venne adottato nelle bande militari, che rappresentavano, al tempo, il più efficiente e diffuso mezzo di divulgazione della musica. Lo strumento si pose quindi rapidamente all’attenzione del mondo musicale accademico, tanto che autori di un certo peso quali Berlioz, Bizèt, Saint Saens, Massenet iniziarono ad inserire il sax nelle loro opere. Dai primi del Novecento si interessano progressivamente a questo strumento compositori del calibro di C. Debussy, H. Villa Lobos, Maurice Ravel, D. Milhaud, A. Glazunov, i quali comporranno concerti appositamente per saxofono, donandogli finalmente dignità al pari degli strumenti storicamente utilizzati nella musica classica. Per quanto riguarda l’Italia, fu su consiglio di Gioachino Rossini che il Conservatorio di Bologna adottò gli strumenti di Sax nel 1844.

Lo stesso Adolphe dal 1847 divenne insegnante di saxofono al conservatorio di Parigi ed ebbe occasione, in quel primo periodo pionieristico, di eseguire trascrizioni per saxofono di opere di compositori a lui contemporanei: uno tra tutti, il già citato e grandissimo Hector Berlioz.  Parallelamente all’attività di inventore, costruttore ed insegnante, Sax fu dunque compositore, arrangiatore, esecutore sui suoi strumenti e maestro di banda, ma, come spesso accade, le novità da lui introdotte si scontrarono con non poche resistenze. Le azioni decisamente ostili di altri fabbricanti di strumenti lo portarono due volte alla bancarotta (nel 1856 e nel 1873). Fu boicottato in tutti i modi: incendi dolosi scoppiarono nella sua azienda, i suoi 200 dipendenti furono intimoriti o lusingati per costringerli a licenziarsi, subì numerose aggressioni fisiche e venne trascinato in tribunale in innumerevoli processi, tanto che, raggiunta l’età di 80 anni, tre compositori, Emmanuel Chabrier, Jules Massenet e Camille Saint-Saëns, chiesero al ministro francese della cultura di venirgli in aiuto. Ormai gravemente provato nel corpo e nello spirito, Sax morirà in miseria il 7 febbraio 1894. Fu sepolto nel Cimitero di Montmartre, a Parigi.

Grazie alla sua tenacia oggi esistono tuttavia numerosi famosi fabbricanti di sassofoni come Selmer, Conn, King, Kielworth, Büscher, Yanigasawa e Buffet, mentre negli anni ’10 e ’20 lo strumento guadagnò i suoi “titoli nobiliari” grazie al jazz.

Nel 200° anniversario della sua nascita, il Belgio ha quest’anno dedicato alla figura di Adolphe Sax due monete: un 10 euro in argento, del peso di 18,75 grammi e diametro 33 millimetri, disegnato da Ellen Kloosterman (tiratura 15.000 esemplari) e un 50 euro in oro puro, peso 6,22 grammi e diametro 21 millimetri, disegnato da Luc Luycx (tiratura di 1.000 esemplari).

Nel giorno esatto della nascita, oggi 6 novembre, Attilio Berni, musicista, studioso e collezionista di livello mondiale, celebrerà invece Adolphe Sax nel modo più originale e adeguato: suonando in concerto 33 tipi differenti di sax, compresi esemplari praticamente unici al mondo. L’evento andrà in scena al Castello di Moncalieri per Moncalieri Jazz. Nella serata che celebra l’inventore del sassofono con una sorta di concerto-esposizione, non poteva mancare inoltre Emilio Lyons, il più famoso riparatore di sax al mondo, la cui lista clienti comprende Sonny Rollins, Branford Marsalis, Archie Shepp, Michael Breaker e Stan Getz.

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