Con la nona e la decima puntata si è conclusa ieri 1992, la serie tv evento di Sky che tanto ha fatto parlare in questa manciata di settimane.

La prima stagione del telefilm che racconta vari strati della società e il sottobosco politico-giudiziario durante il periodo di Tangentopoli si è conclusa arrivando persino a toccare la figura di Bettino Craxi, nel mirino dell’Antonio di Pietro interpretato da Antonio Gerardi.

Tra l’altro l’ex magistrato, poi divenuto politico, agli esordi della serie si era detto molto divertito dal telefilm, pur ritenendo che di Mani pulite non si parlasse abbastanza nello svolgimento della trama. Chissà se con questo finale di stagione si sarà ricreduto.

Di sicuro 1992, sceneggiata dal trio composto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo e affidata alla regia di Giuseppe Gagliardi, è riuscita a far breccia nel cuore del pubblico.

Secondo l’emittente le varie puntate trasmesse da Sky Atlantic hanno conquistato una media di 900mila spettatori, cifra paragonabile a quella conseguita da Gomorra e superiore a colossali come House of Cards.

Meno unanime è stato il giudizio della critica: c’è chi ha lodato la confezione internazionale della serie tv, chi ha premiato la volontà di sporcarsi le mani raccontando un capitolo vergognoso della storia contemporanea e chi si è accanito sulla pochezza della sceneggiatura, su dialoghi inverosimili e snodi narrativi telefonati.

Generalmente apprezzati invece gli attori Stefano Accorsi, Domenico Diele, Alessandro Roja, Guido Caprino, Tea Falco e Miriam Leone. Molti i fenomeni che sono riusciti a imporsi anche al di fuori dello schermo televisivo, come per esempio il meme “da un’idea di Stefano Accorsi”, che prende in giro la pratica pubblicitaria di sottolineare il nome dell’attore, che è stato a tutti gli effetti il creatore della serie.

Sorprendenti anche le reazioni alle due donne del cast, ma per motivi differenti. Se della ex Miss Italia Leone si è parlato molto delle tante scene di nudo e di sesso (ma anche di una recitazione sorprendentemente all’altezza della situazione), la Falco, lanciata da Bertolucci in Io e te, è divenuta uno dei bersagli preferiti dai lazzi della rete, che in vari modi ha preso in giro la sua pronuncia biascicata, riproduzione più o meno fedele della parlata di una figlia della Milano da bere come la sua Bibi Mainaghi. La diatriba è finita anche sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, dove la madre dell’attrice ha difesa la figlia dopo un articolo giudicato troppo caustico.

Non è un mistero che il finale di questa prima stagione lasciato volutamente aperto (nonostante lo stupore di molti telespettatori) costituisco il preludio a una seconda annata. In realtà 1992 è stato pensato come primo capitolo di una trilogia che comprenderà 1993 e 1994, ovvero le due parti che completeranno il quadro del racconto dell’Italia in uno dei suoi momenti più bui.