Prendete il pluripremiato Django Unchained del buon Quentin Tarantino, epuratelo del suo retrogusto splatter e sostituite un cattivo surreale come Mr Candy con un vero cattivo, uno che non fa ridere per nulla. Il risultato? Si chiama 12 Anni Schiavo ed è il nuovo film, già al cinema, di Steve Mc Queen.

9 candidature all’Oscar, un Golden Globe come miglior film drammatico e l’oscar inglese BAFTA sono le “medaglie al valore” di cui può già far vanto la pellicola ispirata alla vera storia di un uomo di colore nato libero nello stato di New York durante la prima metà dell’800, Solomon Northup, rapito e ridotto in schiavitù nella Louisana, dove è costretto a rimanere per ben 12 anni prima di riuscire a tornare a casa.

Il regista spiega: “Attraverso la speranza, l’amore, la fede e l’umanità si può sopravvivere a qualsiasi cosa. Questo è il tema centrale del film “L’autobiografia di Northup quando uscì divenne un best seller e un elemento chiave nel successivo dibattito sul futuro della schiavitù.”La storia di Solomon non ha tempo. Ho imparato molto da questo libro, come dal ‘Diario di Anna Frank’. La gente deve imparare queste cose in modo che non si ripetano più”.

A salvare Northup nel film è un abolizionista canadese interpretato da Brad Pitt, che figura anche tra i produttori del film, mentre lo schiavista più crudele è interpretato da Michael Fassbender. All’Oscar sono candidati lui, il protagonista Chiwetel Ejiofor, il regista e la giovane interprete Lupita Nyong’o.

Il film non è di facile visione: la crudezza di alcuni dettagli lo rende sicuramente impegnativo, ma la Storia è Storia ed è giusto che sia così. Volete 5 buoni motivi per andare a vederlo? Eccoveli:

1) La bravura di Chiwetel Ejiofor è indubbia: l’attore riesce a dare uno spessore evidente al personaggio tanto spaventato quanto incredulo di ciò che gli sta accadendo.

2) Montaggio e riprese contribuiscono a creare l’atmosfera cupa e soffocante del film, necessaria per condividere le emozioni, le sensazioni e i timori degli uomini ridotti in schiavitù.

3) Brad Pitt, che è come il vino: invecchiando, migliora.

4) Michael Fassbander è il vero cattivo: folle, violento, egocentrico e i suoi occhi quasi non tradiscono cotanta irrazionalità.

5) La storia, bellisisma e poco conosciuta di un uomo che ha ritrovato la felicità dopo aver perso tutto. Pur sempre un bel messaggio di speranza!