La Paramount Pictures ha diffuso nuovo materiale riguardante 10 Cloverfield Lane, il thriller che è stato presentato come un “sequel ma non proprio” del famoso e quasi omonimo monster movie del 2008 girato da Matt Reeves.

A prendere in mano l’operazione, che inizialmente era intitolato semplicemente The Cellar, è uno dei produttori-registi-sceneggiatori più in voga n questo periodo a Hollywood, ovvero J. J. Abrams, già in grado di rilanciare franchise come quelli di Star Wars e Star Trek.

10 Cloverfield Lane, in uscita il 21 aprile, è diretto da Dan Trachtenberg, cineasta qui alla sua prima prova in un lungometraggio dopo essersi fatto notare grazie al corto Portal: No Escape in cui proponeva una versione live action dell’omonimo videogame.

Ambientato quasi interamente in un rifugio rifugio antiatomico, il film ci mette nei panni della protagonista che qui vi si risveglia insieme a due uomini che dichiarano di averla salvata da un pericolo ancora persistente all’esterno. Uno dei dei suoi due salvatori, in particolare, si mostra molto sicuro del fatto che non si possa assolutamente uscire dal bunker senza mettere in rischio tutti. E d’altro canto non sembra che vi siano sopravvissuti da contattare.

Il trailer sinora rilasciato lascia almeno intuire un legame con il colossale mosto protagonista di Cloverfield, ma è lo stesso produttore-sceneggiatore Abrams a gettare un velo di ambiguità, affermando che “c’è un mostro nel film ma non è il mostro che ti aspetti. È una storia differente, ma in qualche modo è il successore spirituale di quel film.

Nel cast del film troviamo un ensemble di attori molto affiato e di alto livello come Mary Elizabeth Winstead (vista nel remake de La cosa e in Scott Pilgrim vs. the World), John Gallagher Jr. (The Newsroom), Mat Vairo (la serie Revolution), Maya Erskine (Hart of Dixie), Douglas M. Griffin (Terminator Genisys, True Detective) e John Goodman (Il grande Lebowski, Flight).

Nel primo spot tv intitolato Be Prepared, assistiamo a una finta pubblicità nella quale inizialmente vengono fornite tutte le indicazioni utili per creare il proprio bunker, per poi ammettere – come dovrà farlo la protagonista del film – che non ci si può preparare a tutto. Tuttavia appare chiaro che non è semplice definire se sia più pericoloso il rifugio o l’ignota minaccia esterna.

La seconda clip, invece, è invece più breve e ci fornisce una veloce panoramica delle situazioni che dovranno affrontare i tre occupanti del bunker, che evidentemente non possono fidarsi l’uno dell’altro: una prospettiva tutt’altro che felice, se si deve credere alle parole del personaggio di Goodman, che parla di un anno o forse due da trascorre insieme sottoterra.